Luisa muore a 33 anni, lascia il marito e un bimbo

Redazione
Luisa muore a 33 anni, lascia il marito e un bimbo
Luisa muore a 33 anni, lascia il marito e un bimbo

Luisa muore a 33 anni, lascia il marito e un bimbo. Si chiamava Luisa Gianoglio ed aveva 33 anni la giovane trovata morta ieri o pomeriggio alle 17,30 dal marito nell’abitazione di via Jan Palach a Santa Maria Capua Vetere. L’ipotesi presa in considerazione è quella del malore improvviso: a stroncarla è stato un arresto cardiaco.

Lascia marito e un bimbo

La salma è stata liberata dopo l’intervento del medico legale su disposizione dell’autorità giudiziaria. A breve saranno fissati i funerali. Lascia il marito e un bimbo.

Montesarchio; attentato nella notte, esplosi 4 colpi di pistola

Le parole di don Luigi Ciotti sembrano cadere nel vuoto. Poche ore dopo la visita del fondatore di Libera in Valle Caudina sono stati esplosi quattro colpi di pistola.

Attentato a Montesarchio

L’attentato è avvenuto a Montesarchio. A quanto pare, i colpi sono stati indirizzati verso un’auto ed un’abitazione. Ora tocca agl  investigatori capire di cosa si tratta.

L’attentato sembra di chiara matrice camorristica o, comunque, legato ad azioni proprie della criminalità organizzata. Sino ad ora, Montesarchio era rimasto fuori dalla spirale di violenza che ha ingoiato San Martino Valle Caudina e Cervinara.

Ricordiamo che l’undici febbraio scorso, in pieno centro ed in pieno giorno, a San Martino fu ferito Fiore Clemente. Mentre il 19 febbraio, sempre in pieno giorno, a Joffredo di Cervinara, venne ucciso Nicola Zeppetelli di 40 anni.

Sembravano episodi slegati l’uno dall’altro e comunque Montesarchio era rimasto fuori. Ora, con questo attentato, attendendo sempre il riscontro delle indagini, si capisce che il centro più grande e prosperoso della Valle Caudina non può di certe restare ai margini delle dinamiche criminali.

Bisognerà indagare a fondo e capire cosa si nasconde dietro questo episodio. Soprattutto, tracciare le linee sottili, quasi invisibili, che potrebbero unire San Martino a Cervinara ed entrambi gli episodi a Montesarchio.

La cosa chiara

Una cosa è chiara. In Valle Caudina si spara. Si spara per ferire. Si spara per uccidere e si spara per intimorire. Si spara per far capire che qualcuno vuole impossessarsi del territorio per intero.

Proprio ieri, in Valle Caudina c’è stata una forte mobilitazione, grazie alla presenza di don Luigi Ciotti, il sacerdote fondatore di Libera.

Don Ciotti è stato prima a San Martino Valle Caudina e poi a Montesarchio. Ma,poche ore dopo, c’è stata una sorta di risposta a questa sollevazione di coscienze. In Valle Caudina si spara, si continua a sparare. Bisogna fare qualcosa subito per evitare di contare i morti.