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Montesarchio, il saluto a La Garde

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7 anni fa - 4 Settembre 2014

Marsigliese, Inno di Mameli, l’italiano, con quella marcata e simpatica cadenza montesarchiese, il francese, declinato con la dolcezza provenzale e due fasce tricolori, con la differenza di un solo colore e quasi la stessa Torre. Sono stati questi i punti salienti che hanno contraddistinto la manifestazione di saluto che la comunità di Montesarchio ha voluto rendere alla delegazione di La Garde, guidata dal sindaco Jean Luis Masson, vice presidente del dipartimento del Var, nella regione della regine Provence-Alpes-Côte d’Azur. Le due comunità sono gemellate dal lontano 1977 ed i rapporti sono cresciuti nel corso del tempo. In questo ultimo periodo grazie ad un continuo scambio culturale tra studenti gli scambi sono in crescita. Tanto è vero che, il padrone di casa, il sindaco Franco Damiano, nelle sue funzioni di presidente della Unione della Città Caudina dei Servizi, ha annunciato che, a breve, ci sarà un gemellaggio tra la Valle Caudina ed il Var. Non solo, il sindaco Masson, dal canto suo, ha voluto sottolineare che la vera Europa, quella umana, si costruisce in questo modo, con rapporti sempre più stretti tra le comunità. C’è stata anche una simpatica cerimonia di scambio di cadeaux e Montesarchio ha affidato questa incombenza agli studenti della scuola media, che si sono esibiti in un ottimo francese. Altra cosa che deve essere sottolineata è che la delegazione francese, tra le altre cose, è rimasta strabiliata dalla bellezza della mostra Rosso Immaginario ed ora sicuramente la pubblicizzerà tra i propri concittadini. Poi spazio anche all’Amarcord, in sala, infatti, era presente anche l’ex sindaco, Enrico Striani, che è stato molte volte a La Garde dove ha stretto tantissimi rapporti. Subito dopo la manifestazione a palazzo San Francesco, francesi ed italiani sono stati a messa nella chiesa della Purità dove la celebrazione eucaristica è stata officiata da don Ivan e don Pascale, il parroco di La Garde che faceva parte della delegazione.

Peppino Vaccariello

Montesarchio, il saluto a La Garde