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Montesarchio, la storia di Michela Pia: la bimba forte legata alla vita

di  Redazione  -  15 Gennaio 2019
Questa storia comincia come molte altre. Una giovane coppia è felice perché Dio l’ha benedetta con una gravidanza e a breve i due genitori, Silvana e Antonio, potranno tenerla stretta tra le loro braccia.
Un giorno, quasi fine settembre, Silvana fa un controllo di routine dal proprio ginecologo. Il medico è coscenzioso, fa una visita accurata e si accorge che qualcosa non va.
Li indirizza allora ad un suo collega all’ospedale Gaslini di Genova.
Seguita da questo medico, Silvana dà alla luce la sua gioia: Michela Pia. Iniziano però subito i problemi e i due genitori si trovano a combattere con la più terribile delle paure: la piccolina deve essere immediatamente operata. Ecco dunque che lascia le braccia della madre ed entra in una sala operatoria: il primo vagito al mondo, già lotta per vivere.
Resta in rianimazione per un mese tra le preghiere, le ansie, le paure dei genitori e delle loro famiglie. Poi però esce dalla rianimazione e passa alla terapia “semi intensiva” della cardiologia per una ventina di giorni.
Le cose, però, non andavano lisce. Questa giovane famiglia si è trovata ad affrontare una ulteriore complicazione: Michela Pia non metteva peso. E per i neonati è pericoloso.
Dopo varie ipotesi e tentativi, i medici del Gaslini tentano un nuovo intervento molto pericoloso per aiutare la bambina a nutrirsi e quindi crescere.
L’intervento riesce, la piccola risponde bene ed ora è tempo di tornare a casa a Montesarchio tra la sua famiglia. Un vero miracolo, un miracolo di Natale: una benedizione dopo un periodo tremendo. Ringraziamo Silvana e Antonio che hanno voluto condividere con il Caudino questa storia di tenacia e speranza.