Morire di lavoro in Valle Caudina: il ricordo di Emanuele
Morire di lavoro in Valle Caudina: il ricordo di Emanuele. Uno striscione per non dimenticare. Uno striscione che urla alle nostre coscienze e ci ricorda che tante persone escono di casa per lavorare e non tornano più.
Lo sa bene Rayssa che ha soli sette anni ma ne aveva cinque quando il papà, Emanuele Pisano di San Martino Valle Caudina, l’ha salutata per andare al lavoro ma non è più tornato a casa. E’ morto su un cantiere di Altavilla Irpina.
Queste morti diventano solo numeri e dimentichiamo che parliamo di uomini e donne, delle loro vite e delle loro famiglie.
La sorelle Anna Pisano ha disposto che domani, festa dei lavoratori, venga esposto sul balcone della sua abitazione di via Castagneto questo striscione ed ha scritto al nostro giornale per ricordare il fratello.
Ecco cosa scrive:
Scrivo in memoria di mio fratello Emanuele, morto a 34 anni mentre lavorava su un cantiere comunale ad Altavilla Irpina. Ucciso dal lavoro che avrebbe dovuto dargli da vivere. Scrivo affinché il Primo Maggio non sia solo una festa ma anche un giorno di memoria e di vergogna. La vergogna di un Paese dove si muore ancora per guadagnarsi un pezzo di pane onestamente.
Dal 9 giugno2023,dal giorno in cui Emanuele non c ‘è più noi sopravviviamo, conviviamo quotidianamente con un dolore atroce. Quando apparecchiamo la tavola con un posto in meno, quando il telefono suona e non è mai lui a chiamare. Quanto è difficile spiegare a chi resta, Rayssa in primis, la sua figlia adorata che il suo papà non sarebbe più tornato. E noi che lo abbiamo amato e che lo ameremo eternamente possiamo solo raccontare, non possiamo riportarlo indietro e la cosa che fa più male è vedere, dopo ogni morto , dopo ogni Emanuele ,che non cambia mai davvero nulla .Passa un titolo su un giornale poi il silenzio, fino al prossimo.
Il Primo Maggio dal balcone di casa mia appenderemo uno striscione che dice” Lavoro che uccide, memoria che resta”
Per Emanuele con una sua foto. Chiedo che la sua memoria non resti sul mio balcone. Chiedo che resti nelle fabbriche, nelle leggi, nei cantieri, negli uffici.
Chiedo che la sicurezza diventi una regola e non un’ eccezione affinche’ nessun’altra famiglia debba scrivere una lettera come questa.
Per Emanuele
Per non dimenticare, con immutato amore la tua famiglia.