Cronaca

Preallarme e allarme a Cervinara. non ci resta che scappare

Preallarme e allarme a Cervinara. non ci resta che scappare

Preallarme e allarme. non ci resta che scappare. Fortunatamente, per più di quindici minuti, ha smesso di piovere ed ora l’acqua cade giù con minore violenza. Giove Pluvio funesta, da circa tre giorni. La Valle Caudina e, circa due ore fa, siamo arrivati a far scattare il preallarme. Si tratta della fase che precede l’evacuazione.

L’incubo delle alluvioni

Un incubo soprattutto per Cervinara e San Martino Valle Caudina che conoscono benissimo le vicende legate alle alluvioni. Le conoscono sia per i morti del dicembre del 1999 che per gli ingenti danni del dicembre di venti anni dopo, soprattutto nel centro storico di San Martino.

Venti anni dopo, proprio come il titolo del romanzo di Alexandre Dumas, il romanzo centrale della trilogia dei moschettieri del re. Ma qui non parliamo di un’opera letteraria ma di vita vera e della spada di Damocle che pende sui cittadini.

In molti hanno ironizzato quando il sindaco di Cervinara ha invitato i cittadini di Pirozza. Ferrari e Joffredo Castello di salire ai piani superiori dei propri edifici. Purtroppo, per quanto possa sembrare surreale, a tutt’oggi queste sono le difese che abbiamo in caso di allagamenti o movimenti franosi.

Preallarme e allarme a Cervinara. non ci resta che scappare

Con il preallarme dobbiamo salire ai piani alti dei nostri edifici e con l’allarme non resta che scappare. Proprio così, bisogna fuggire e raggiungere i centri di ricovero e lo dobbiamo fare per mettere in salvo le nostre vite. Non ci sono altre soluzioni.

Si può ironizzare quanto vogliamo ma questa è la situazione. Non solo nostra, perché in più di venti anni, nonostante i morti e la distruzione, per accedere ai fondi per mettere in sicurezza il territorio si incappa in mille autorità, in lacci e lacciuoli degni di una repubblica delle banane. Ed i comuni non hanno alcuna responsabilità. Anzi deve essere dato merito all’ex sindaco di Cervinara Filuccio Tangredi di essere riuscto a sbloccare diversi fondi, fermi da più di quindici anni.  Stessa cosa vale anche per Pasquale Pisano a San Martino Valle Caudina.

La richiesta di grazia

Il dissesto idrogeologico, per quanto riguarda i comuni irpini della Valle Caudina interessa i monti ed i corsi d’acqua. E solo per chiedere la pulizia di un singolo tratto di un corso d’acqua al genio civile è come chiedere la grazia per un condannato a morte.

E intanto, quando piove, quando piove davvero forte e tanto, i cittadini di Cervinara e San Martino Valle Caudina non possono fare altro che scappare. Si scappa oggi come venti anni fa. Solo per avere salva la vita.

P.S. Qualche giorno fa i cittadini di San Martino Valle Caudina sono stati impegnati in una grande esercitazione di Protezione Civile. Conviene farla anche a Cervinara e farla al più presto.

Peppino Vaccariello


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