Cronaca

Prete abusa sessualmente di un 13enne

Prete abusa sessualmente di un 13enne

Prete abusa sessualmente di un 13enne. E’ accusato di aver abusato sessualmente di un ragazzo di appena dodici anni. Quel che è peggio resta la circostanza in cui sarebbero maturati questi abusi. A finire in carcere, infatti, è un sacerdote che ha fondato ed è responsabile di una cooperativa sociale che si occupa di dare assistenza a persone con problemi di ansia e disturbi alimentari.

Denuncia del genitore

Il ragazzo, secondo quanto denunciato da uno dei genitori, sarebbe stato ospite di questa comunità in un periodo che va dal giugno scorso al mese di settembre. L’ordine di carcerazione è stato chiesto dalla Procura della Repubblica di Avellino e approvato dal Gip.

La comunità si trova nei dintorni della città di Avellino e le indagini sono state svolte dalla locale Procura. Mentre i carabinieri, sempre del comando provinciale irpino, hanno notificato l’ordinanza di custodia cautelare al sacerdote.

Incardinato nella diocesi di Aversa

Il religioso risulta incardinato nella diocesi di Aversa. A questo punto, la Procura potrebbe allargare le indagini per capire se anche altri ospiti di questo centro hanno subito qualcosa di simile al 13enne.

Droga e Valle Caudina, scarcerati Romano e Crisci

La  decima sezione del tribunale del riesame di Napoli, accogliendo la tesi dell’avvocato Vittorio Fucci, ha annullato gli arresti di Mario Romano e Pasquale Crisci, rispettivamente di San felice a Cancello e di Arienzo, e li ha scarcerati.

Figure di primo piano

Il Romano e il Crisci erano considerati figure di primo piano nel controllo della droga e nella gestione delle piazze di spaccio nel basso casertano. Risulta, inoltre, dalle indagini che i due avevano il ruolo di comprimari del boss Gennaro Morgillo.

Il Romano, risulta essere il braccio destro, oltre che nipote, di Gennaro Morgillo, mentre Crisci il suo referente ad Arienzo.

Valle Caudina e Valle di Suessola

Come si ricorderà la custodia cautelare a carico di Romano e del Crisci, eseguita alcuni giorni fa, su ordinanza del gip di Santa Maria Capua Vetere, riguardava una infinità di contestazioni di detenzione e di spaccio aggravato di sostanze stupefacenti, attraverso la gestione dello spaccio tra la Valle Caudina e la Valle di Suessola.

Le indagini erano assistite da migliaia e migliaia di intercettazioni telefoniche ed ambientali captate tra il 2018 e il 2019. Le contestazioni degli investigatori, inoltre, erano rafforzate dalle dichiarazioni di alcuni imputati, che hanno deciso di collaborare con la giustizia.

Dagli atti emergeva come il Romano, nipote del boss Morgillo, aveva un ruolo apicale nella gestione della droga tra la Valle Caudina e la Valle di Suessola, e come il Crisci, con il placet di Morgillo, gestiva autonomamente la piazza di spaccio di Arienzo, della quale era a capo.

Investigazioni difensive

La difesa dei due ha prodotto una serie di documenti e di investigazioni difensive per smontare la tesi accusatoria e l’ordinanza di custodia cautelare. Il Tribunale del Riesame, all’esito della discussione tenutasi ieri mattina, ha rimesso in libertà Mario Romano e Pasquale Crisci, accogliendo il ricorso dell’ avvocato Vittorio Fucci.


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