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Ricordi di notti magiche di una bimba mai cresciuta

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8 anni fa - 15 Giugno 2014

Stamattina, mentre lo zio le colorava viso e braccia di cera tricolore, la piccola Ilaria mi ha chiesto se anche noi, da bambini, in occasione dei Mondiali di calcio, ci “conciavamo” così; e poi ha continuato con le sue domande a raffica su quello che ricordavamo dei campionati mondiali del passato, facendoci notare che lei è piccola, non può saperlo cosa significa vivere questi momenti, non lo sa “cosa si fa quando gioca l’Italia”, che non era ancora nata quando l’Italia, in quella magica notte del 2006, ha sollevato la Coppa… Ma certo, bimba mia, che mi ricordo dei mondiali della mia infanzia, me li ricordo tutti, come fosse ieri…Certo, di quello dell’82 ho ricordi molto sfocati, che quasi non so se siano reali o sognati…ma me la ricordo Cervinara in festa, la casa di mia nonna con le porte sempre aperte, la gente in strada al Ponto Campo, tra le roulottes giù alla ragioneria ed il bar di Nanduccio, e le bandiere al vento, e l’aria frizzante, e quell’odore stantio delle gomme delle auto sull’asfalto, o forse di vecchi carburatori, che sentivo spesso d’estate negli anni ’80, e ormai non sento più… Anche dei Mondiali del Messico, mi ricordo, dell’Italia eliminata dalla Francia di Platini, di Bearzot, di Maradona, della mano de Dios e del goal del secolo; però, non so perché, quella volta fummo meno allegri in Valle Caudina… Poco male, piccola, non puoi sapere cosa ci attendeva per il ’90…Non avremmo dimenticato gli anni di organizzazione dell’evento, gli stadi rimessi a nuovo, dietro corresponsione (tanto per cambiare!), di un prezzo altissimo, tra operai impegnati in quell’opera morti e feriti sul lavoro…Ma Italia ’90 era la nostra occasione, era una mascotte con la testa a forma di palla ed il corpo a dadi in tricolore, riprodotta su gadget di ogni tipo e strofinacci da cucina; era, per la Valle Caudina, l’attesa occasione per far crescere la domanda di ciliegie destinate ai bar frequentati dalle tifoserie internazionali sulle note di “Notti magiche”…Ed era la speranza, quel mondiale…Non potrei parlarti senza emozionarmi di Baggio, di Schillaci, di Vialli…ed anche di Maradona e della sua Argentina, che infransero il nostro sogno in semifinale…E comunque, in Valle Caudina, quell’anno sfilammo lo stesso, perché il terzo posto contro l’Inghilterra (proprio quella, si!!!), lo guadagnammo comunque… Del ’94, di un’estate strana e piovosa come questa, noi tutti avremmo portato dentro l’anima un’immagine straziante…Baggio era un campione, il nostro campione che sbagliò il rigore più importante…Quella sera me la ricordo con nitida precisione: eravamo nella “saletta” di Don Nicola (così chiamavamo la stanzetta adiacente la parrocchia di Sant’Adiutore), pieni di speranza, di entusiasmo…e fu la coppa del Mondo negata, una delusione indimenticabile, una ferita nella spensieratezza degli anni più belli… Quando in Francia ’98, ai quarti di finale, Albertini e Di Biagio sbagliarono ai rigori, regalando ai padroni di casa il successivo trionfo, il film l’avevamo già visto…Tutt’altro fu l’indebita eliminazione della nostra nazionale ai mondiali del 2002, ma di quello strazio, di un signore ecuatoriano detto Moreno, (ricordato con diversi “sinonimi” che zia, in questa sede, parlando con te, non può utilizzare) preferisco non ricordare troppo… Paradossalmente, il Campionato che ricordo meno è quello del 2010…si, fu un pochino corto per la nostra nazionale…la scusa ufficiale, per me, è che ero troppo impegnata ad organizzare il mio imminente matrimonio, ma forse tanti caudini, in quel periodo, dovevano sposarsi, perché nessuno dei nostri conterranei ha molte reminiscenze… Si, amore di zia, lo so, ho omesso di parlare della notte più bella della mia vita, della rivincita sulla Francia del 2006, di quella sera caudina impregnata degli odori di magliette sudate, di bibite lasciate sui tavoli, di maxischermi nelle piazze, di ansie indescrivibili ed emozioni indimenticabili, della partita più lunga mai vista, e poi della fine ingloriosa del temutissimo Zidane, della testata a Materassi, e poi…di nuovo quei rigori maledetti…ogni tiro un secolo, un nodo in gola, un pugno nello stomaco, le formiche nella pancia…e poi la paura della storia che si ripete…no…no…Trezeguet sbaglia…Grosso segna… “Campioni del mondo,  Campioni del mondo,  Campioni del mondo…” continua a ripetere l’incredulo cronista, e noi piangiamo, ci abbracciamo, non capiamo, realizziamo, ed amiamo di più. Non volevo raccontartelo, questo…non oggi, non quest’anno…Voglio che tu e tutti i bimbi nati dopo il 2006 viviate di persona questa emozione, voglio che, quest’anno, questa gioia, la raccontino i bimbi a noi… Forza amici, ci siamo quasi… (Immagine da web)

Rosaria Ruggiero

gentedistratta.it

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