Rotondi: il sindaco Finelli ammette l’errore sul 25 Aprile ma non accetta strumentalizzazione

Il primo cittadino si è assunto tutte le responsabilità

Redazione
Rotondi: il sindaco Finelli ammette l’errore sul 25 Aprile ma non accetta strumentalizzazione

Rotondi: il sindaco Finelli ammette l’errore sul 25 Aprile ma non accetta strumentalizzazione. In occasione della Festa della Liberazione, sento il dovere di rivolgermi con sincerità alla comunità. E’ quanto scrive il sindaco di Rotondi Sergio Finelli.

Nei giorni scorsi, per una mia dimenticanza, non è stata effettuata nella data del 25 aprile la tradizionale deposizione della corona al Monumento ai Caduti. Un gesto semplice, ma dal valore profondo, che rappresenta la memoria e il rispetto verso chi ha sacrificato la propria vita per la nostra libertà.

Per questo motivo, nella giornata odierna, abbiamo provveduto a deporre le corone di fiori presso i monumenti ai Caduti del nostro territorio, restituendo quel segno di rispetto che non poteva mancare. È giusto dirlo con chiarezza: la responsabilità è mia.

Meglio tardi che mai, ma soprattutto meglio avere il coraggio di ammettere un errore piuttosto che ignorarlo. Saperlo fare non è scontato, ma è ciò che distingue il senso delle istituzioni.Sono un uomo, prima ancora che un Sindaco, e come tale posso sbagliare. Ciò che conta è non sottrarsi mai al dovere della verità e del rispetto.

Allo stesso tempo, è doveroso ricordare come le altre ricorrenze fondamentali della nostra Nazione, come la Festa della Repubblica e il Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate, siano sempre state onorate con cerimonie solenni, partecipate e rispettose, all’altezza del sacrificio dei nostri Caduti.

Il 25 aprile non è solo una data: è memoria viva, è identità, è responsabilità. E la responsabilità, per chi amministra, non è non sbagliare mai. È avere il coraggio di riconoscere, correggere e andare avanti, sempre a testa alta, nel rispetto delle istituzioni e della propria comunità.

Se qualcuno in queste ore ha ritenuto di strumentalizzare un errore, lo rispetto, ma non lo condivido. Io ho scelto una strada diversa: quella della responsabilità, della trasparenza e della verità. C’è chi, anche in passato, ha sempre avuto bisogno che qualcuno ricordasse cosa fare.

Io preferisco ricordarmi da solo quando è il momento di assumermi le mie responsabilità. Agli attacchi personali e alle polemiche costruite rispondo con i fatti, non con le parole.E i fatti dicono che questa Amministrazione ha sempre onorato, con serietà e rispetto, le ricorrenze più importanti della nostra Nazione.

Se anche da una polemica può nascere un momento di riflessione, allora ben venga. Perché servire una comunità significa anche saper trasformare un errore in un’occasione per fare meglio.In queste ore non sono mancate polemiche e attacchi, anche strumentali.

Fa parte della politica, soprattutto quando si preferisce cavalcare un episodio piuttosto che confrontarsi sui contenuti. Io ho fatto una scelta diversa: metterci la faccia, assumermi una responsabilità e rimediare.

Non tutti, in passato, hanno avuto la stessa lucidità o lo stesso coraggio. A chi prova a trasformare un errore umano in un’arma politica, rispondo con un principio semplice: le istituzioni si rispettano con i comportamenti, non con le polemiche.

Questa Amministrazione ha dimostrato, nei fatti, di saper onorare le ricorrenze fondamentali della nostra Nazione con cerimonie solenni, partecipate e rispettose. E continuerà a farlo, al di là di ogni strumentalizzazione. Le polemiche passano. Il rispetto, la serietà e la credibilità restano.

E su queste basi si costruisce, ogni giorno, il rapporto con una comunità.Meglio un errore ammesso e corretto, che cento polemiche senza responsabilità.

Meglio assumersi una responsabilità che nascondersi dietro una polemica.I cittadini giudicano. E i fatti parlano conclude il sindaco Sergio Finelli.