Attualità

Rotondi – Terra Mia: Tari, pagare tutti, pagare meno

di  Redazione  -  22 Luglio 2019

Riceviamo e pubblichiamo.

Gli sforzi del gruppo di minoranza per l’equità fiscale contrastano con l’approccio di maggioranza e di alcuni Uffici.

A nostro parere (parere motivato da solide argomentazioni basate su Atti e fatti, primo fra tutti un “profondo rosso” TARI) gli interventi da fare subito devono andare nella direzione di completare la base imponibile TARI. Interventi semplici (le risorse ci sono) che però presuppongono una fondamentale volontà politica (che non c’è).

Lo slogan è semplice: pagare tutti, pagare meno.

Incrociare le banche dati TARI con l’Anagrafe è una pratica semplice ed efficace per individuare Soggetti (residenziali e imprese in primis) non assoggettati al Tributo. Per inciso, troppi indizi ci dicono che le banche dati (previste quale parte del dovuto nel contratto con l’attuale soggetto erogatore de servizio tributi) non siano disponibili, nel senso fisico o immateriale (se si pensa “in digitale”).

Inoltre, è altresì indifferibile passare ad avere e diffondere (ufficialmente) alcune evidenze d’insieme (dati statistici) che aiutino la riflessione generale sulla fiscalità locale.

Ad esempio: a quanto ammonta il Tributo dei primi 10 e dei primi 100 “contribuenti top”? quanti sono i Soggetti d’Impresa assoggettati al Tributo sul totale imprese censite e note all’Ente? a quanto ammonta il tributo dovuto dai primi 10 e dai primi 100 Soggetti non in regola coi pagamenti? e ancora, quanti sono gli errori commessi dall’Amministrazione (avvisi a chi era in regola)? e quanti sono i Soggetti che meritano – in base al dato anagrafico – riduzioni di tariffa (es. ne ha diritto chi vive solo)?

Domande semplici dalle cui risposte si possono avviare azioni tributarie più mirate, funzionali all’equità e alla riduzione del carico fiscale (che invece sale, mentre i servizi peggiorano o sono ridotti).

Che sia necessario uno sforzo straordinario per completare la base imponibile del Tributo TARI lo dice anche il pessimo dato bilancistico: si apre una stagione di ulteriori esborsi per i contribuenti pagatori che evidentemente gradirebbero altamente avere se non una riduzione del carico, quantomeno una soddisfazione di vedere il governo locale e gli uffici che ha adottato un nuovo approccio in cui il “fesso” che paga ha finalmente nuova compagnia.

A margine va detto con brutale chiarezza che gli incentivi agli Uffici sono – a nostro parere – ampiamente scorrelati da indicatori di efficienza tanto banali, quanto importantissimi, se è vero che il 100% degli incentivi è arrivato proprio nell’anno 2019 in cui è esploso (con la nuova gestione dell’Ufficio Finanziario) un drammatico peggioramento dei conti pubblici comunali (e ciò che ne consegue come l’aumento delle tasse, la riduzione della qualità dei servizi e il caso incredibile e inqualificabile dello stop alle assunzioni annunciato dai media locali e non commentato dall’Ente).

Un dato di fatto è l’assenza (o insufficienza) di risposte da parte di maggioranza e Uffici alle domande e interrogazioni in materia, avanzate negli anni dalla minoranza Terramia che è quindi costretta a rivolgersi a Soggetti Istituzionali sovracomunali. Questo comporta ancora una volta una perdita di opportunità nelle performance gestionali dell’Ente Comune, dal momento che se ci fosse un dialogo tra le parti (maggioranza, minoranza, uffici, parti sociali), numerose questioni entrerebbero nel perimetro degli obiettivi strategici e operativi dell’Amministrazione con la massimo libertà di trovare soluzioni “su misura” per le specifiche esigenze della collettività.

Se aggiungiamo il dato per cui è anche l’Organo di Revisione a rivolgersi al Prefetto per avere dati o risposte dagli uffici inadempienti o recalcitranti, si capisce che la cultura amministrativa dominante deve aggiornarsi su molti aspetti, in una direzione che comprende efficienza (secondo la lezione fondamentale di Cassese) e trasparenza. Il tutto nell’interesse comune a rallentare (quantomeno) il declino che sperimentiamo da anni.

Il prossimo Consiglio Comunale (31 luglio ore 16:30) per l’assestamento finanziario sarà l’ennesima occasione per riflettere e, al solito, invitiamo i cittadini a partecipare.

Terramia