Rotondi: troppi nani vogliono fare i giganti e la democrazia perde

Il Caudino
Rotondi: troppi nani vogliono fare i giganti e la democrazia perde

Rotondi. I vecchi democristiani direbbero che la fase è complessa. L’aggettivo complesso nella prima repubblica serviva per dire tutto ed il contrario di tutto. Era una di quelle allocuzioni, usate nel politichese per schivare i microfoni invadenti. Così, la fase elettorale, massimo momento democratico che si preparano a vivere i cittadini di Rotondi, si può a ragione veduta dire che è un momento complesso nel quale la lettura si presta a più di una interpretazione.
Nel piccolo centro, come vi stiamo raccontando ogni giorno, si rischia di non presentare una seconda lista.
Al momento, con grande tranquillità, l’ex sindaco Antonio Russo ha allestito la sua squadra: manca solo qualche piccolo dettaglio e si prepara alla tenzone.
Stando così le cose, però, il suo duello potrebbe essere solo contro il quorum.
Il prossimo 5 di giugno dovrà sperare, sempre se la seconda lista non verrà presentata, che alle urne si rechino il 50 per cento più uno dei cittadini che hanno diritto al voto.
Altrimenti, il commissariamento sarà allungato di altri dodici mesi ed i rotondesi voteranno nell’election day del 2017.
Una serie infinita di veti incrociati sta condizionando la costruzione della compagine alternativa.
Intendiamoci: veti incrociati per il candidato sindaco, non per altro.
Il ragionamento è questo: Caio Rossi è buono come portatore di voti o come candidato, ma non sia mai come aspirante alla fascia tricolore.
Il bello è che questo tipo di ragionamento è stato portato al tavolo delle trattative da persone che non hanno voti o almeno ne hanno pochi, come hanno dimostrato nelle competizioni precedenti, e non avevano candidati da proporre.
E’ la democrazia bellezza e tu davvero non puoi farci niente. E così, il dottore Russo defenestrato nello scorso mese di febbraio dovrebbe fare una campagna elettorale tranquilla che dovrebbe portare alle elezione tutti i suoi candidati.
Ma non è, assolutamente, un bene per la democrazia.
Già l’elezione diretta del sindaco, che compie 23 anni, ha ridotto gli spazi assembleari. Ora, questa situazione, mette nelle mani della lista vincente troppi poteri, senza il normale controllo della minoranza.
Come dicevamo all’inizio, però, la situazione è davvero complessa, resa ancora più complicata da nani che hanno cercato di fare i giganti.

Peppino Vaccariello