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Roulette: storia e strategie del gioco principe dei casinò

2 mesi fa
7 Agosto 2020
di redazione

La Roulette è uno dei giochi simbolo del casinò e come alcuni dei più celebri intrattenimenti delle sale da gioco moderne vanta una storia antica e ricca di aneddoti interessanti.

Già nell’antica Roma si era diffuso tra i legionari un particolare gioco denominato rotae fortunae (o ruota della fortuna) che consisteva nel far girare una ruota di un carro da guerra sulla quale era posto un dardo che serviva a segnalare la posizione dell’eventuale vincita.

Il terreno sotto la ruota veniva diviso in sezioni (di solito 10) e i partecipanti erano chiamati a puntare su un determinato spicchio sperando che la freccia capitasse sul segmento prescelto recuperando l’investimento e incassando le puntate perdenti degli altri giocatori.

I greci avevano una variante molto simile alla rotae fortunae che invece di una ruota utilizzava uno scudo che veniva fatto girare appoggiato su di un perno (di solito una punta di lancia).

Tra medioevo e rinascimento si diffuse invece un gioco noto con il nome di girella con una ruota di carro numerata che veniva fatta girare perpendicolarmente alla terra in modo da favorire la visione dei partecipanti al gioco. A segnalare l’eventuale vincita era una pallina. Questo gioco fu il primo ad introdurre i numeri e i tradizionali colori della roulette (il rosso e il nero).

Il lotto reale, biribissi o biribis era ancora più elaborato. Questo tipo di gioco mescolava le caratteristiche della tombola e della roulette consistendo sostanzialmente in una tavola numerata corredata da immagini e colori. I partecipanti al gioco potevano piazzare puntate sui numeri, sui colori e sui simboli riprodotti sul tabellone mentre i numeri vincenti venivano estratti da un bussolotto come nel lotto.

Di solito nel medioevo i giocatori si aggregavano all’interno delle baratterie (le sale da gioco del medioevo regolate e tassate dai comuni) per giocare a questo antico antenato della roulette mentre a Venezia già dal ‘500 i giocatori si incontravano nei casini, una sorta di sale da gioco d’antan estremamente eleganti sovente gestite dalla nobiltà locale.

Nella Serenissima questo passatempo rimase popolare fino ad ‘800 inoltrato mentre uno dei giocatori forse più celebri di Biribissi fu Giacomo Casanova che lo cita anche in una delle sue opere più importanti Histoire de ma vie (Storia della mia vita). Pare che la passione per il Biribissi costò cara al noto tombeur de femmes visto che sembra che il motivo della sua fuga da Venezia fu proprio un debito di gioco contratto in uno degli esclusivi casini della Serenissima.

Il termine francese roulette utilizzato per designare una variante del gioco molto simile a quella attuale viene utilizzato per la prima volta nel 1716 a Parigi all’Hotel de Soissons. Per diversi anni l’invenzione della roulette è stata erroneamente attribuita al filosofo e matematico seicentesco Blaise Pascal che pure studiò profondamente questo gioco, pare dopo aver ricevuto in dono una ruota della fortuna dalla Cina.

Lo studioso francese elaborò anche la cosiddetta Legge del terzo, un modello matematico di previsione che in soldoni enuncia che in un numero di lanci pari al totale delle combinazioni, in media un terzo di queste ultime non uscirà (due sì uno no). Lo stesso Pascal sotto lo pseudonimo di Amos Dettonville pubblicò un’interessante “Storia della roulette” o Historie de la Rolette (conosciuto anche come Traité de la roulette) e anche un Suite de l’histoire de la roulette che è soprattutto un trattato di matematica sul metodo degli indivisibili, della cicloide e delle rullette, importante pietra miliare per lo sviluppo del calcolo integrale.

Una guida miracolosa che spieghi come vincere alla roulette non esiste ma nel tempo sono state messe a punto tattiche, sistemi e strategie che chi ama sedersi al tavolo del casinò deve imparare a conoscere per comprendere meglio i meccanismi del gioco principe del casinò e non fare la figura dello sprovveduto. Insieme alla Legge del terzo i giocatori di roulette dovranno ad esempio tenere a mente La Legge delle Figure

dove il numero di figure relative ad una chance viene raddoppiato ad ogni mano. In questo caso con il termine figura vengono intesi i possibili risultati di una chance. Se si punta ad esempio sul rosso e il nero una delle possibilità sarà la chance mentre il risultato ovvero il settore dove la pallina andrà a collocarsi sarà la figura.

Considerando un solo lancio, su rosso e nero, la chance avrà due figure dal momento che il possibile esito ha soltanto due possibilità. Se invece i lanci venissero raddoppiati anche le figure incrementerebbero esponenzialmente i possibili esiti e in questo caso diventerebbero infatti quattro: nero/nero, rosso/rosso, rosso/nero e nero/rosso.

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