San Martino, Ricci: rotta verso Napoli

San Martino, Ricci: rotta verso Napoli

8 Maggio 2014

di Il Caudino

La passione, nella vita, è fondamentale. E Pasquale Ricci, sindaco di San Martino Valle Caudina, dirigente del Pd Irpino, continua ad inseguire le sue passioni. La più forte di tutte è quella politica. Non è stanco di riunioni fumose e lunghissime, non  lo tediano attacchi personali e lettere anonime, si esalta ancora nello scontro delle idee e la competizione elettorale lo lusinga, come se fosse una eterna partita a poker.
E così, mentre nel piccolo centro caudino, impazza il dibattito sulla sue successione, lui sembra aversi già dato nuovi obiettivi. Nel 2016, scade il suo secondo mandato da sindaco. Non può più aspirare alla fascia tricolore ma, chi lo conosce bene, non lo vede affatto come un novello Cincinnato.
Appare fuor di dubbio che sarà padre nobile di chi, nel Pd, raccoglierà il suo testimone ma, forse, prima del 2016 si giocherà la partita più importante della sua storia politica. Pasquale Ricci potrebbe essere uno dei candidati del partito democratico alle elezioni regionali del marzo del 2015. L’argomento è tabù.
Se provate a chiedere, lui da politico navigato svicolerà con eleganza la domanda. Ma lui è pronto a chiedere a via Tagliamento una rappresentanza forte per la Valle Caudina irpina. Questo non vuol dire che debba, per forza essere lui il candidato. Nella vicina Cervinara che è comune più grande, alla investitura potrebbe essere interessa l’ex segretaria provinciale del Pd, Caterina Lengua. Ma se ci dovesse essere qualche dubbio, qualche perplessità, Ricci l’occasione non se la farebbe sfuggire e sarebbe anche pronto a misurarsi con le primarie. Dalla sua ha un rapporto fortissimo con il sottosegretario alle infrastrutture, Umberto Del Basso De Caro, ma anche una serie di legami trasversali in diversi comuni. Non è una decisione da prendere a cuor leggero ma il sindaco ci sta pensando. E, probabilmente, intende sfruttare questo clima costituente che si respira nella Valle. L’unica nota dolente viene dal fatto che c’è una riduzione di dieci consiglieri regionali e, quindi, i voti per essere eletti devono essere tanti. Ma questo potrebbe essere solo un altro fattore per fargli accettare la sfida.

Peppino Vaccariello

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