San Martino Valle Caudina: la marcia silenziosa un mese dopo l’alluvione

San Martino Valle Caudina: la marcia silenziosa un mese dopo l’alluvione

21 Gennaio 2020

di Redazione

San Martino Valle Caudina. 38 persone restano evacuate ed un’attività commerciale, nello specifico un bar, è chiusa. Due famiglie sono alloggiate presso alberghi, una si trova al convento di Santa Caterina, tutti gli altri, invece, hanno trovato riparo presso parenti ed amici.

Un mese dopo l’alluvione, sono questi i numeri che si presentano a San  Martino Valle Caudina. Rispetto a ciò che è avvenuto, all’esplosione della piazza, poteva andare decisamente peggio.

L’emergenza, però, resta. A monte del paese ci sono dei pericoli che potrebbero venire già alla prima pioggia copiosa. Da qui la necessità di poter intervenire e di bypssare anche i privati che non tengono puliti i loro fondi. Questo è stato messo in evidenza nel corso del summit con i vertici della protezione civile che si è svolto questa mattina. Il sindaco Pisano ha affrontato l’argomento, trovando la massima disponibilità da parte dei tecnici della protezione civile. Oggi, però, è stata anche la giornata della riflessione, di una riflessione silenziosa propiziata dai ragazzi della scuola che hanno sfilato sino al comune. Quando si verificano avvenimenti del genere resta sempre complicato illustrarli ai più piccoli. La scuola diretta da Antonia Marro ha affrontato l’argomento con decisione sin dal ritorno in aula. Ricordiamo che il 21 dicembre era il primo giorno di vacanza per i ragazzi di San Martino, che poi sono potuti tornare a scuola, senza perdere neanche un giorno. Era, però, necessario fari comprendere ciò che era avvenuto e soprattutto far capire ai ragazzi che con l’ambiente non si può più scherzare. Oltre a queste riflessione, la dirigente, i docenti ed i ragazzi delle scuole non solo di San Martino, ma anche di Rotondi e Roccabascerana hanno effettuato una raccolta di fondi che è stata consegnata dalla professoressa Marro al sindaco Pisano. Non è un grande cifa, ma è solo un segnale che i ragazzi intendono particare alla cura del territorio con attenzione e passione.

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