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Sorrentino, incentivi per chi si trasferisce a San Martino

Una proposta per i lavoratori in da remoto
di  Redazione
1 settimana fa - 14 Settembre 2021

Sorrentino, incentivi per chi si trasferisce a San Martino. Rivitalizzare il centro storico incentivando l’ospitalità degli smart worker. La pandemia ha dimostrato che si può lavorare bene, in molti casi, lontano dal caos della grande città, in un piccolo borgo rurale, senza stress e a contatto con la natura.

Opportunità per i piccoli comuni

Un opportunità per i piccoli comuni rurali, ma ci vogliono delle condizioni minime, le giuste infrastrutture come connessione a banda larga affinché lo smart working sia possibile. Di qui nasce la proposta San Martino smart village con la quale stimolare le persone a trasferirsi a san martino per lavorare a distanza oppure i residenti a chiedere il lavoro agile.

La proposta di Sorrentino

La proposta arriva dal professore Luigi Sorrentino, candidato consigliere per la lista Alternativa per Sam Martino che candida sindaco Aniello Troiano. Un progetto che punta innanzitutto ad incentivi per gli affitti, per coloro che decideranno di trasferirsi, anche per un breve periodo, e lavorarci da remoto grazie alla fibra presente in paese.

Si può prevedere l’erogazione di voucher per coloro che prenderanno casa per almeno due mesi, che andranno a copertura delle spese sostenute dal lavoratore per l’affitto dell’abitazione, fino ad un massimo del 50% della spesa sostenuta, per un importo mensile non superiore ai 200 euro e per una durata non superiore ai sei mesi.

Aiuti anche per le baby sitter

Si possono prevedere aiuti per chi usufruisce di una baby sitter. Infine si possono stipulare convenzioni con i ristoranti e gli esercizi commerciali locali per la fornitura di pasti a prezzi calmierati.

Ancora si potrebbe destinare alcuni locali del villino del Balzo a spazi per chi lavora da remoto, allestendo un’area di coworking dove ospitare chi non ha spazio per lavorare da remoto a casa propria.

Lavoro agile occasione di rilancio

Oggi, 5,35 milioni di persone lavorano in parte da remoto, mentre sono potenzialmente 8,3 milioni gli italiani che ricoprono mansioni che possono essere condotte anche in smart working. Bisogna attuare immediatamente iniziative concrete affinché il lavoro agile diventi un’occasione di rilancio anche per il nostro comune.

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