Trentamila euro per superare il concorso

Trentamila euro per superare il concorso

16 Luglio 2021

di Redazione

Trentamila euro per superare il concorso. Comincerà a settembre il processo per le 12 persone rinviate a giudizio dal tribunale di Napoli nell’ambito dell’inchiesta sui concorsi truccati.

I rinviati a giudizio

Il gup ha disposto il rinvio a giudizio per Giuseppe Zarrillo di Capodrise, ex dipendente del Ministero, Carolina Caiazzo, Rosalba Caiazzo, Carmen D’Angelo. Ed ancora risultano rinviati a giudizio  Giuseppe Claudio Fastampa, Caterina Iossa, Vincenzo Tolli, Anna Sorrentino, Andrea Barbato Vacchiano, Sabato Vacchiano, Andrea Vocaturo e Pasquale Vocaturo.

Secondo la tesi dell’accusa alcuni indagati promettevano ai candidati le risposte dei quiz per entrare nell’Arma dei carabinieri in cambio di denaro. Gli aspiranti militari erano pronti a sborsare fino a trentamila euro per superare il test.arcianise/Capodrise. Comincerà a settembre il processo per le 12 persone rinviate a giudizio dal tribunale di Napoli nell’ambito dell’inchiesta sui concorsi truccati.

A casa di Giuseppe Zarrillo, dipendente civile del Ministero della Difesa, in servizio a Capua ma residente a Capodrise, le forze dell’ordine trovarono un vero e proprio tariffario. Secondo la Procura della Repubblica avrebbe richiesto il pagamento di somme di denaro ad ex volontari in ferma breve dell’Esercito Italiano che volevano partecipare ai concorsi per il reclutamento nelle Forze di Polizia.

Le indagini hanno evidenziato che gli aspiranti soldati  si rivolgevano a lui nella speranza di ottenere tramite il suo interessamento facilitazioni di vario tipo finalizzate al superamento delle selezioni.

Un andazzo ben collaudato

Un andazzo ben collaudato, secondo le indagini e gli elementi raccolti. Da una parte si incassavano soldi facili. Dall’altra, tante persone che partecipavano ai concorsi venivano scavalcati da chi poteva già avere le risposte ai quiz.

Cosa succederà se queste persone verranno riconosciute colpevoli? Che destino attende chi ha usufruito dei loro aiuti ed ora, magari da anni, veste una divisa? Domande a chi, per il momento, non si può rispondere. La cosa certa è che, in questi giorni, tante persone tremano per il loro futuro.

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