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Truffa pellet, sequestro record della Guardia di Finanza

Pubblicato il 2 Dicembre 2022 - 16:54

Truffa pellet, sequestro record della Guardia di Finanza

Truffa pellet, sequestro record della Guardia di Finanza. Nei giorni scorsi, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta ha coordinato un vasto piano di interventi in materia di contraffazione, frode nell’esercizio del commercio, ricettazione e reati ambientali, con l’obiettivo di contrastare i fenomeni illeciti e di abusivismo nel settore della commercializzazione e della riparazione di pallet da imballaggi.i giorni scorsi, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta ha coordinato un vasto piano di interventi in materia di contraffazione, frode nell’esercizio del commercio, ricettazione e reati ambientali, con l’obiettivo di contrastare i fenomeni illeciti e di abusivismo nel settore della commercializzazione e della riparazione di pallet da imballaggio.

Mercato nero

Ciò in quanto, il mercato nero dei pallet causa un danno all’economia nazionale, con ripercussioni sulla sicurezza delle merci, dei lavoratori e dell’ambiente, in quanto anche lo smaltimento delle pedane da imballaggio, assemblate con legni trattati, colle e vernici, va effettuato secondo le norme previste per i cd. “rifiuti speciali”.

Tra le decine di attività commerciali controllate su tutto il territorio provinciale dai dipendenti reparti, in collaborazione con il Consorzio Servizi Legno Sughero di Milano, sono emersi n. 7 siti di stoccaggio e lavorazione che operavano in maniera irregolare in quanto completamente abusivi, sprovvisti delle licenze e/o autorizzazioni previste dalle normative fiscali, ambientali e sulla sicurezza, ovvero che trattavano bancali contraffatti o di cui non è giustificata la provenienza.

Le Fiamme Gialle hanno constatato, in ben n. 6 casi, che i gestori operavano sprovvisti dell’Autorizzazione Unica Ambientale gestendo migliaia di bancali usati e danneggiati – considerati appunto rifiuti – in maniera incontrollata, ingenerando danni all’ambiente.

Nel corso delle ispezioni, i finanzieri, anche grazie alla perizia immediata dei consulenti del citato Consorzio, hanno rinvenuto 25.733 pedane non a norma: alcune avevano il marchio (soprattutto EPAL) contraffatto ed altre, invece, non potevano essere commercializzate in assenza delle previste autorizzazioni e per altre ancora non è stata fornita idonea documentazione amministrativo-contabile attestante la regolare provenienza della merce.

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