Valle Caudina: i cittadini chiedono chiarezza sul disastro ambientale
Trasparenza ed informazioni puntuali sono fondamentali
Valle Caudina: i cittadini chiedono chiarezza sul disastro ambientale. Un nutrito gruppo di cittadini chiede trasparenza in un lettera aperta. Richiesta urgente di trasparenza, valutazione cumulativa degli impatti sanitari ed ecologici ed elenchi dei siti a rischio nella Valle Caudina in relazione al recente incendio nel deposito di Airola.
Le scriventi cittadine e gli scriventi cittadini della Valle Caudina esprimono profonda preoccupazione in merito alle conseguenze ambientali e sanitarie derivanti dal grave incendio che ha colpito il deposito industriale situato nel territorio del Comune di Airola, area già sottoposta a precedente provvedimento di sequestro giudiziario. L’eccezionalità e la gravità dell’evento impongono il superamento dei confini strettamente comunali nell’analisi degli effetti.
La fase di propagazione e di incendio generalizzato ha generato una nube di fumo i cui effetti immediati – in termini di potenziale anossia, azione tossica dei fumi, drastica riduzione della visibilità e irraggiamento termico – non possono considerarsi circoscritti ai soli abitanti di Airola.
È scientificamente e logicamente necessario che la valutazione degli impatti sulla salute umana ricomprenda l’intera popolazione dei comuni limitrofi delle province di Benevento, Avellino e Caserta, investiti dalla medesima ricaduta degli inquinanti atmosferici.
Parallelamente, si richiede che la valutazione degli impatti sulla natura non si limiti a stime superficiali ma misuri il superamento delle soglie ecologiche accettabili durante il picco della curva dell’incendio generalizzato.
L’analisi deve ispirarsi al principio della sostenibilità ecologica intesa come “sostenibilità forte”, la quale prevede la tutela assoluta e non compensabile del capitale naturale e degli ecosistemi della nostra Valle.
Alla luce di tali premesse, la cittadinanza rivolge pubblicamente al Sindaco di Airola, Ing. Vincenzo Falzarano ed alle autorità competenti i seguenti e improrogabili quesiti.
Natura dei materiali e dinamica di spegnimento: “Quali precise tipologie di materiali e sostanze hanno bruciato all’interno del deposito sotto sequestro?”
Quali mezzi portanti ed estinguenti (acqua, schiume specifiche o altri ritardanti) sono stati impiegati per domare le fiamme, e quali sono i potenziali impatti del loro dilavamento nei suoli e nelle falde?
Ragioni della permanenza dei materiali: “Per quale motivo il deposito conteneva ancora tali volumi di materiali, taluni presumibilmente illeciti o non conformi, invece di essere già stati avviati a regolare smaltimento e bonifica prima dell’evento?”
Responsabilità gestionali: “Chi era il soggetto formalmente responsabile della conduzione operativa del sito al momento del rogo e chi figura come locatore/proprietario dell’area e degli immobili interessati?”
Censimento delle attività analoghe: “Quanti depositi, impianti di stoccaggio ed aziende operanti in settori analoghi o comunque connesse alla gestione dei materiali potenzialmente pericolosi o infiammabili risultano censiti ed attivi nell’intera area geografica della Valle Caudina?”
Infine, si solleva un tema di carattere programmatico e autorizzativo generale. Riguardo alla pianificazione e progettazione a regola d’arte di impianti di stoccaggio, trasporto, deposito ed eventuale produzione di materiali sensibili o esplosivi sul territorio, si chiede di conoscere quali fossero le specifiche ambientali e i prerequisiti di efficienza economica posti alla base delle autorizzazioni originarie.
In che modo siano stati formalmente valutati e garantiti il requisito dell’accettabilità dei rischi per la salute umana e quello della sostenibilità ecologica. Quali misure fossero state previste per adempiere al requisito della tutela della memoria storica e della valorizzazione del paesaggio locale, come prescritto dalle vigenti normative di pianificazione territoriale e urbanistica.
La salute pubblica e la salvaguardia di un territorio già strutturalmente vulnerabile non possono attendere i tempi di verifiche parziali. Si auspica un riscontro pubblico immediato da parte del Primo Cittadino di Airola e un intervento ispettivo e di coordinamento stringente da parte della Prefettura di Benevento.
La lettera è firmata