Valle Caudina: morte cerebrale per Michele, il 19enne che sognava di fare il cuoco

Redazione
Valle Caudina: morte cerebrale per Michele, il 19enne che sognava di fare il cuoco
Il dono d'amore di Michele e l'appello dei parenti

Valle Caudina: morte cerebrale per Michele, il 19enne che sognava di fare il cuoco. Un momento felice per un ragazzo di appena diciannove anni, una canzone da cantare insieme agli amici. Fa niente si è un po’ stonati perché il sogno della vita di Michele Monte di Arpaia non era quello di fare il cantante.

Il sogno di diventare cuoco

Michele voleva diventare un cuoco, uno di quelli bravi, uno che nel suo locale, una volta che ne avrebbe aperto uno, voleva coccolare i suoi clienti, voleva farli sentire meglio che a casa.

E quel sogno lo stava anche realizzando. Poco più di un mese fa era stato assunto in un ristorante del casertano dove già lavora il fratello Agostino.  La voglia di crescere accanto al fratello, di farsi le ossa in cucina, per poi proporre le sue creazioni.

Poi è calato il buio. Michele è stato colpito, circa dieci giorni fa, da un micidiale aneurisma cerebrale. Un nemico congenito che covava nell’ombra e lo ha colpito a tradimento, quando nessuno se lo aspettava.

Michele ha lottato, i suoi familiari, la mamma Giuseppina Landolfi, il padre Giuseppe Monte ed il fratello Agostino hanno pregato e non hanno mai smesso di credere che Michele si sarebbe alzato da quel letto di ospedale.

Poi, sulla famiglia Monte e su Arpaia è calato il gelo. I medici hanno dichiarato la morte cerebrale per questo ragazzo di appena diciannove anni e tra qualche ora saranno staccate tutte le macchine.

Il figlio di tutti

Ieri sera, la comunità di Arpaia si era ritrovata in chiesa per pregare per questo ragazzo, per il loro ragazzo. In questi giorni, la comunità del piccolo centro caudino ha sentito Michele come se fosse il figlio di tutti, di tutta la comunità.

Una coltre d’amore vero che doveva proteggere Michele, lo doveva strappare da quel letto di ospedale. Ma il destino ha deciso diversamente ed ora resta il gelo e tanto, tanto vuoto.