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Valle Caudina: muore di covid a 64anni, i decessi salgono a 36

Valle Caudina: muore di covid a 64anni, i decessi salgono a 36. Salgono a 36 le vittime del covid in questa seconda ondata. Purtroppo ha perso la  vita una signora di 54 anni di Roccabascerana presso l’azienda ospedaliera San Giuseppe
di redazione
4 settimane fa
11 Aprile 2021
Valle Caudina: muore di covid a 64anni, i decessi salgono a 36

Valle Caudina: muore di covid a 64anni, i decessi salgono a 36. Salgono a 36 le vittime del covid in questa seconda ondata. Purtroppo ha perso la  vita una signora di 54 anni di Roccabascerana presso l’azienda ospedaliera San Giuseppe Moscati di Avellino.

Tre decessi

Ne da notizia, direttamente, l’azienda ospedaliera. Purtroppo, questa mattina, presso il Moscati si contanto ben tre decessi.

Sono deceduti questa mattina, nel Covid Hospital dell’Azienda Moscati, si legge nel comunicato, tre pazienti. Si tratta di  una donna di 59 anni di Avellino, ricoverata dal 17 marzo e in terapia intensiva dal 24. Una paziente di 64 anni di Roccabascerana (Av), ricoverata dal 15 marzo e in terapia intensiva dal 22 e un paziente di 91 anni di Taurasi (Av), ricoverato dal 4 aprile in terapia subintensiva.

Nelle aree Covid dell’Azienda ospedaliera Moscati risultano ricoverati 76 pazienti: 10 in terapia intensiva, 29 nelle aree verde e gialla del Covid Hospital, 10 nell’Unità operativa di Medicina d’Urgenza, 13 nell’Unità operativa di Malattie Infettive, 6 nell’Unità operativa di Geriatria e 8 nel plesso ospedaliero di Solofra.

Al momento risultano 35 positivi a Roccabascerana, ma il primo cittadino, Roberto Del Grosso  ci fa sapere che negli ultimi dieci giorni non si registrano più contagi. Insomma, i focolai sembrano essere stati identificati e isolati.

Ritorno  a scuola

Intanto, domani si torna a scuola perché, come i colleghi di Airola e Pannarano, anche Del Grosso ha ricevuto la precettazione da parte del prefetto di Avellino. Intanto,inizia a essere applicata l’ordinanza del generale Francesco Paolo Figliuolo sulle vaccinazioni, con lo stop alle somministrazioni per tutti gli under 60.

Sono, pertanto, sospese le prenotazioni per le categorie di soggetti individuati dalle Regioni che erano considerate a rischio e, quindi, meritevoli di ricevere il vaccino in via prioritaria al di là dell’età anagrafica.

Sono un esempio di questo, gli operatori della giustizia in Toscana, vaccinati prima degli over 80. Tra loro anche i praticanti, che nella maggior parte dei casi non superano i 30 anni di età. Nelle categorie ora escluse dalla somministrazione dei vaccini a priori per appartenenza rientra anche quella degli insegnanti.

Prima gli anziani

Il generale è stato chiaro nelle sue indicazioni. Prima devono essere vaccinati tutti gli over 80 che manifestano l’intenzione di ricevere la somministrazione. Poi, come indicato nella circolare del commissario, spetta a “persone con elevata fragilità e, ove previsto dalle specifiche indicazioni (…) i familiari conviventi, caregiver, genitori/ tutori/affidatari.

Poi persone di età compresa tra i 70 e 79 anni e, a seguire, quelle di età compresa tra i 60 e i 69 anni, utilizzando prevalentemente vaccini Vaxzevria come da recente indicazione dell’Aifa”.

Pertanto, al momento a rientrare tra gli aventi diritto al vaccino saranno solo gli insegnanti tra che rientrano in queste categorie. Ovviamente, non è prevista la sospensione delle somministrazioni per i docenti che hanno ricevuto la prima dose e sono in attesa della seconda.

Per gli insegnanti si tratta più che altro di un rinvio di qualche settimana, che dipenderà anche in questo caso dall’andamento delle singole Regioni. L’organizzazione della campagna vaccinale, infatti, è delegata a ogni amministrazione regionale.

Questa ha il compito di gestire le somministrazioni sulle indicazioni della struttura commissariale che detta le regole. Lo stop alle somministrazioni arriva alla vigilia del rientro in aula degli alunni, che dalla settimana prossima potranno riprendere a frequentare le lezioni in presenza.

I tempi del rinvio

Non sono dettati i tempi del rinvio, ma se si considera che la scuola dovrebbe terminare a giugno, a meno di proroghe, in molte Regioni non sarà garantita la somministrazione del vaccino agli insegnanti entro la fine dell’anno scolastico.

Come prevedibile, i sindacati della scuola sono in tumulto. Domani una rappresentanza incontrerà il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e lo staff del commissario. All’ordine del giorno un chiarimento sulle nuove disposizioni ma non solo.

Sul tavolo anche la questione AstraZeneca, visto che il corpo docente è composto per lo più da donne al di sotto dei 60 anno, considerate a detta degli esperti la fascia a maggior rischio trombosi.

“Speriamo che ci sia una indicazione nazionale con una specifica individuazione del personale scolastico, a partire da tutti i docenti che lavorano a stretto contatto con i bambini come nelle scuola dell’infanzia e gli adolescenti in vista di ulteriori dosi e tipologie di vaccini”, ha detto la segretaria della Cisl scuola Maddalena Gissi.

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