Valle Caudina: quando vincono i cinghiali liberi di scorrazare e fare danni

Redazione
Valle Caudina: quando vincono i cinghiali liberi di scorrazare e fare danni
Valle Caudina: quando vincono i cinghiali liberi di scorrazare e fare danni

Valle Caudina: quando vincono i cinghiali liberi di scorrazare e fare danni. I cinghiali stanno vincendo la battaglia sull’uomo per il controllo del territorio. I social sono pieni di video e foto di esemplari grandi e piccoli che scorrazzano per le strade, nei centri storici, nelle campagne alle ricerca di cibo.

Enormi danni per l’agricoltura

I danni sono enormi per gli agricoltori e per i cittadini. Coltivazioni distrutte, recinzioni divelte, terreni rivoltati. Ma c’è anche un rischio sanitario importante per gli allevamenti, per gli animali domestici e per le persone.

E un problema di sicurezza per i cittadini, i pedoni, i ciclisti, gli automobilisti e chiunque si muove sulle strade di ogni tipo. Tanti gli episodi di incidenti causati dall’attraversamento dei cinghiali. Lo scorso anno nel casertano un giovane automobilista è morto.

Rispetto a questa situazione di dimensioni importanti, ma che con un po’ di buon senso e buona volontà potrebbe essere affrontata e risolta, i governanti, gli amministratori pubblici sembrano impotenti. Tante parole, qualche incontro, tante promesse, ma il tempo passa e non succede niente.

Materia di competenza regionale e le promesse mancate

La materia dovrebbe essere di competenza regionale. I sindaci dicono che non hanno strumenti se non tentare di sollecitare gli enti preposti. Gli agricoltori protestano. I cittadini denunciano. I danni per imprese e privati aumentano sempre di più.

Nel settembre del 2021 il consigliere regionale Maurizio Petracca, presidente della commissione Agricoltura, in un incontro con l’ordine degli agronomi irpini, proponeva un approccio drastico e radicale per un impegno straordinario nell’affrontare il problema.

Nel maggio 2022 l’assessore regionale all’agricoltura Nicola Caputo, promise un intervento straordinario, con l’interessamento dei vari ministeri competenti. In quell’occasione era stata la Confederazione Italiana Agricoltori a sollecitare. Nel settembre di quest’anno è toccato all’Uncem, ovvero l’organizzazione degli Enti Montani, stimolare interventi sempre più urgenti.

Si propone di aumentare il periodo di caccia, di coinvolgere l’esercito, di promuovere la sterilizzazione. Addirittura si ipotizza, come avviene in altre regioni, di autorizzare gli agricoltori a sparare. Su quest’ultima ipotesi ci vuole cautela. Si eviti che, persone non addestrate, sparino ai cinghiali, perché le armi già di per se sono pericolose e sparare ad una bestia di due quintali che spesso si muove in branco non è come sparare ad un passerotto.

Fermi alle proposte

Purtroppo siamo ancora alle proposte, ai dibattiti, agli incontri. Chiacchiere insomma e nulla più. Fatti zero. Nessuna azione concreta.

In Campania esiste anche un commissario straordinario per la Peste Suina Africana. E’ il professor Vincenzo Caputo, docente dell’Università Federico II, presso il Dipartimento di Medicina veterinaria e direttore Area sanità pubblica veterinaria della Asl 1 Napoli e del Centro di riferimento igiene urbana veterinaria della Regione Campania.

Qualcosa si muove sul fronte dei provvedimenti amministrativi. La Regione Campania ha approvato in giunta il 18 ottobre scorso una delibera sull’implementazione di azioni per agevolare la gestione del controllo della specie cinghiale attraverso la creazione di un infopoint cinghiale e di azioni dirette degli agricoltori.

Ci sarà inoltre un info point al servizio degli amministratori a cui ci si potrà rivolgere per avere i dettagli delle procedure da mettere in campo laddove i cinghiali con la loro presenza dovessero rientrare in ambiti urbani o in ambiti dove possono compromettere la sicurezza e in generale le attività umane.

Sarebbe stato prodotto un piano di contrasto alla proliferazione del cinghiale nelle aree soggette a PSA il piano prevede eradicazione e controllo della presenza del cinghiale attraverso diverse formule contenitive che vanno dalle catture agli abbattimenti selettivi.

Quindi finalmente dovrebbe partire qualcosa in Campania? Non ancora. C’è bisogno di ulteriori passaggi. In base alle dichiarazioni di Caputo è necessario un “contributo tecnico” al Piano così poi approvarlo velocemente ed avviare le attività da esso previste il più presto possibile”.

Intanto la delibera non è stata ancora pubblicata sul bollettino ufficiale della Campania e quindi non se ne conosce ancora il contenuto. Ma per i comuni della valle caudina è previsto qualcosa. Questo per il momento non è dato saperlo.

Gli interventi in Valle Caudina

Speriamo che gli amministratori locali si facciano portavoce delle richieste di intervento anche da questa parte marginale e dimenticata della Campania. Speriamo che quando partiranno gli interventi, qualcuno sarà messo in atto anche qui da noi.