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Valle Caudina: salvata dalla strada famiglia di migranti. Una storia dal lieto fine

di  Redazione  -  16 Aprile 2019

Valle Caudina. La famiglia del sig. I. S., dopo aver raggiunto l’Italia in cerca, tra l’altro, di un futuro migliore da dare ai propri figli, tutti in tenera età, e dopo aver ottenuto dalla Commissione territoriale di Caserta il permesso di soggiorno per motivi umanitari ed essere stata autorizzata al progetto SPRAR, si era vista immotivatamente rifiutata dal Comune di Rocchetta S. Antonio, individuato dal Servizio Centrale SPRAR come idoneo all’attuazione del relativo progetto.

Da allora la famigliola, vedendosi negare l’ospitalità dalle istituzioni, era stata accolta in un alloggio di fortuna messo a disposizione dal Parroco del Comune di Pannarano, viveva con i caritatevoli aiuti della gente del posto, e comunque in una situazione di disagio e difficile da portare avanti, data anche la presenza di ben tre figli piccoli e lo stato di gravidanza della madre.

La famiglia di migranti, finalmente oggi può tirare un sospiro di sollievo, dopo la vittoria ottenuta grazie all’intervento del loro legale di fiducia, avv. Gennaro Abete, il quale attraverso una procedura d’urgenza aveva chiesto al Tribunale di Napoli, dove ha sede la Sezione Specializzata in materia di Immigrazione, Protezione Internazionale e Libera Circolazione dei cittadini dell’Unione europea, che ne fosse disposta l’accoglienza coattiva.

Il Tribunale di Napoli, solo ieri e dopo una battaglia durata circa 4 mesi, ha disposto la condanna in solido del Ministero dell’Interno e del Comune di Rocchetta Sant’Antonio (Fg) ad attuare l’accoglienza del nucleo familiare composto da I. S, I. A. e dai loro figli minori presso l’individuato progetto SPRAR facente capo al Comune di Rocchetta Sant’Antonio (Fg).

Si conclude così una storia che sembrava non trovare soluzione alcuna. (Foto da web)