Valle Caudina: stangata di inizio anno per gli utenti dell’Alto Calore

In arrivo bollette con un aumento del 46 per cento

Redazione
Valle Caudina: stangata di inizio anno per gli utenti dell’Alto Calore

Valle Caudina: stangata di inizio anno per gli utenti dell’Alto Calore. Una stangata di inizio anno che sa di beffa. Decine di migliaia di famiglie delle province di Avellino e Benevento  si preparano a fare i conti con un forte aumento delle bollette dell’acqua.

Gli utenti serviti da Alto Calore Spa vedranno crescere progressivamente la tariffa idrica fino a un +46% entro il 2027, con rincari superiori al 30% già nelle prime bollette del 2026.

A lanciare l’allarme è Federconsumatori Campania Aps, che definisce l’aumento deliberato dall’Ente Idrico Campano come un “regalo” di buon anno tutt’altro che gradito.

Il provvedimento riguarda 131 Comuni, di cui 95 in provincia di Avellino e 36 in provincia di Benevento.

L’aumento approvato prevede un incremento del 9,95% all’anno per ciascun anno dal 2024 al 2027.

In termini concreti, nel 2027 il costo dell’acqua sarà più alto del 46% rispetto alle tariffe attuali.

Il colpo più duro, però, arriverà prima. Nelle prime bollette del 2026 sarà applicato un aumento superiore al 30%, comprensivo del recupero retroattivo degli incrementi relativi al 2024 e al 2025. Anni in cui, sottolinea Federconsumatori, il servizio è già stato pagato dagli utenti alle tariffe precedenti.

La decisione è stata assunta dall’Ente Idrico Campano su proposta del Consiglio di Distretto Irpino, formulata il 7 agosto 2025, organismo composto dai rappresentanti eletti dai sindaci dei Comuni serviti da Alto Calore Spa.

Il peso economico: da 47 a oltre 60 milioni di euro l’anno

L’effetto sul piano economico è netto. Il costo annuo complessivo del servizio idrico a carico degli utenti passerà da circa 47 milioni di euro a oltre 60 milioni di euro, con un aggravio strutturale e permanente sulle famiglie.

Secondo Giovanni Berritto, presidente di Federconsumatori Campania Aps, l’aumento non porterà alcun miglioramento concreto:
“Questo incremento non serve a migliorare il servizio o a realizzare investimenti sulla rete, ma a coprire debiti e costi di gestione accumulati negli anni”.

Investimenti mancati e reti colabrodo

Dalla rendicontazione dell’Ente Idrico Campano, evidenzia Federconsumatori, emerge la mancata realizzazione degli investimenti previsti tra il 2020 e il 2023, in particolare quelli finanziati da contributi pubblici che avrebbero dovuto raggiungere 20 milioni di euro.

Una situazione che pesa ancora di più se confrontata con la realtà quotidiana di molti territori. “Numerosi Comuni – aggiunge Berritto – continuano a subire interruzioni frequenti dell’erogazione dell’acqua, causate dallo stato critico delle reti. È un errore gravissimo usare le risorse solo per coprire la gestione senza intervenire sulle infrastrutture. Gli utenti pagano un servizio che spesso non ricevono”.

Chiesti i controlli di ARERA e stop alla retroattività

Sulla vicenda intervengono anche Antonio Barletta e Michele Casarano, referenti di Federconsumatori Benevento e Avellino, che chiedono l’attivazione immediata dei controlli previsti dalla legge da parte di Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente.

“Arera – ricordano – ha già sanzionato in passato Alto Calore Spa e, ad oggi, non ha mai formalmente approvato le delibere tariffarie della società”.

Federconsumatori annuncia inoltre azioni collettive per sollecitare l’intervento dell’Autorità e per bloccare l’applicazione retroattiva degli aumenti relativi al 2024 e al 2025, giudicati illegittimi perché riferiti a un servizio già pagato.

L’appello ai cittadini

“Invitiamo tutti i consumatori interessati – concludono i rappresentanti dell’associazione – a rivolgersi agli sportelli Federconsumatori presenti sul territorio per ricevere informazioni e partecipare alle iniziative di tutela che metteremo in campo”.