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Vialli e Mancini: un abbraccio lungo trent’anni

Vialli e Mancini: un abbraccio lungo trent’anni

Vialli e Mancini: un abbraccio lungo trent’anni. Resterà una delle immagini maggiormente iconiche che il calcio italiano ricorderà, indipendentemente da come finiranno gli europei.

L’abbraccio tra Roberto Mancini e Gianluca Vialli, dopo il goal di Chiesa, è uno di quegli eventi che commuove gli amanti del calcio.

La storia

Dietro quell’abbraccio c’è molto ma soprattutto la storia di due uomini di calcio con formazione e destino molto diverso ma che in comune hanno una esperienza più unica che rara: la vittoria dello scudetto da parte della Sampdoria nella stagione 1990-1991.

Una Sampdoria stellare allenata da Vujadin Boškov, per molti solo un account social satirico. Per altri, invece, un allenatore da un palmares invidiabile: Real Madrid, Feyenoord, Real Saragoza, Sampdoria e Roma. I doriani allenati da Boškov divennero tutti campioni invidiabili: oltre a Mancini e Vialli, ricordiamo ad esempio Pagliuca, Vierchowod, Toninho Cerezo, Bonetti, Buso.

Vialli e Mancini: un abbraccio lungo trent’anni

Molti si fermano solo alla malattia di Gianluca Vialli il quale sta combattendo da tempo contro un brutto male. In fondo, la sua corsa è la metafore del “non è mai troppo tardi e non bisogna mai arrendersi”. Ma non è solo questo.

E’ la finale di Coppa Campioni del 1992, che l’anno successivo diventerà Champions League e che la Sampodoria dei gemelli del goal, Vialli e Mancini, perdono uno a zero contro il Bacellona di un certo Cruijff.

La sconfitta arriva dopo un percorso incredibile che ha condotto la squadra ligure proprio al cospetto dei bluegrana.

Il cartellino racconta di una partita all’italiana. La Samp che gioca solo di rimessa, il Barcellona del “gioco totale” che tiene il pallino della partita. Eppure, grazie alle ripartenze e ai rilanci il buon Gianluca Vialli sbaglia due goal. Non fa lo stesso al centododicesimo Ronald Koeman. Su una punizione al limite per il Barcellona infilza Pagliuca. Addio Coppa Campioni.

Finale diverso

Ecco dove nasce l’abbraccio dei gemelli del goal, quell’abbraccio che stavano aspettando da trent’anni. Certo, sono competizioni diverse. Certo, il finale non è ancora scritto ma vedere quei due “giovanotti” corrersi incontro dopo centonove minuti di sofferenza ha ripagato loro, una generazione di italiani e tutti quelli che amano il calcio. Perché non si può non essere romantici con il calcio. E soprattutto: “Partita durare finché arbitro non fischia” (Vujadin Boškov).

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