Volturara Irpina chiede ristoro per le acque cedute a Napoli e alla Puglia

La richiesta è reiterata e segure quella del 22 giugno del 2022

Redazione
Volturara Irpina chiede ristoro per le acque cedute a Napoli e alla Puglia

Volturara Irpina chiede ristoro per le acque cedute a Napoli e alla Puglia. Il Comune di Volturara Irpina torna a sollecitare la Regione Campania su una nota rimasta senza risposta dal 25 giugno 2022.

Con una nuova missiva inviata alla Presidenza della Regione, all’Ente Idrico Campano, ad Alto Calore Spa e ad ABC Napoli, l’Amministrazione guidata dal sindaco Marino Sarno chiede di riaprire il confronto sulla tutela della Piana del Dragone, l’area che alimenta alcune tra le principali sorgenti del Mezzogiorno.

Dal territorio di Volturara Irpina partono le sorgenti di Serino, che riforniscono Napoli con circa 2.200 litri al secondo, le sorgenti di Cassano, che servono l’Acquedotto Pugliese e l’Alto Calore per circa 3.000 litri al secondo, le sorgenti Baiardo, con 300 litri al secondo destinati all’Alto Calore, e le sorgenti di Sorbo Serpico, con altri 150 litri al secondo.

Un totale che supera i 6.000 litri al secondo e che raggiunge territori ben oltre i confini della provincia di Avellino.

Nella nota, il Comune chiede innanzitutto un riscontro sulla richiesta già avanzata nel 2022 di inserire l’altopiano del Dragone nel Piano regionale per gli invasi collinari.

A questa si aggiungono tre richieste puntuali: un ristoro economico a carico dell’Acquedotto Pugliese per i prelievi dalle sorgenti di Cassano, l’inclusione di Volturara Irpina tra i Comuni beneficiari delle royalty riconosciute da ABC Napoli, e l’apertura di un tavolo tecnico tra Regione, Ente Idrico Campano, ABC Napoli, Alto Calore e i Comuni sorgentivi dell’area serinese.

“Il Comune di Volturara Irpina non chiede un privilegio, ma una condizione di partenza: che chi decide sulla destinazione dell’acqua sieda allo stesso tavolo di chi ne custodisce l’origine”, afferma il sindaco, Marino Sarno.

“L’Amministrazione intende ricordare come la questione della cura dei bacini sorgentizi fosse già stata sollevata in occasione dell’accordo tra Regione Campania e Regione Puglia, senza che gli interventi di manutenzione del territorio a monte trovassero spazio negli accordi sulla distribuzione delle acque”, chiude Sarno.