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400 euro per il traporto di un paziente su ambulanze private

di redazione
2 mesi fa
24 Novembre 2020

400 euro per il traporto di un paziente su ambulanze private.Equipaggi pubblici monopolizzati dal Covid e le ambulanze private ne approfittano. Si registrano cifre da capogiro e scandalose per trasportare una persona positiva in ospedale.

Le 22 ambulanze del 118 casertano sono tutte riservate al Covid e non riescono ad assicurare un servizio efficiente.

Le attese per l’arrivo di un’ambulanza sono in media di 24-48 ore, poi i mezzi, dopo il trasporto, devono andare alla misericordia di Caivano (associazione che ha l’appalto per il servizio del 118) per la sanificazione, perdendo altre ore.

Ci sono poi i malati di altre patologie, per i quali restano solo le ambulanze private, con tariffe alte; proprio a queste ultime si rivolgono per le emergenze numerosi malati, Covid e non; e cosi’ che e’ sviluppato un business con molte ambulanze che arrivano anche dal napoletano. La sensazione e’ quella di una “giungla”.

“Vi sono ambulanze private ,denuncia un volontario all’Ansa, che fanno trasporto Covid, facendosi pagare tra i 4-500 euro, e senza alcuna tutela dei malati.

Ci sono casi di mezzi che la mattina portano i dializzati negli appositi centri, e nelle 3-4 ore di attesa, fanno servizio Covid, dopo essere stati chiamati da pazienti disposti a pagare per essere portati negli ospedali dove verranno ricoverati.

400 euro per il traporto di un paziente su ambulanze private

Credo che una mano importante al 118 potrebbe darla la Croce Rossa di Caserta, che pero’ e’ assente a differenza di quella di Napoli”.

Intantio,sarebbe già pronto il piano vaccinale per la regione Campania. Come riporta anche Il Mattino, infatti, come accadrebbe anche per le altre regioni italiane, i primi ad essere sottoposti al nuovo vaccino anti-Covid saranno i soggetti più a rischio.

Questo vuol dire che i primi a ricevere il vaccino dovranno essere  gli operatori sanitari e gli anziani.

Idea

L’idea è quella di procedere negli ospedali campani, allestendo stand e camper anti-Covid all’aria aperta e inviando squadre speciali nelle case di riposo e nelle strutture in cui alloggiano i soggetti giudicati più fragili.

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