Abitazione in fiamme, 47enne messo in salvo

Redazione
Abitazione in fiamme, 47enne messo in salvo
Abitazione in fiamme, 47enne messo in salvo

Abitazione in fiamme, 47enne messo in salvo. La squadra dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Lioni, subito dopo le ore 04’00 della notte appena trascorsa, è intervenuta nel comune di Castelnuovo Di Conza, in via Sandro Pertini, per un incendio che si è sviluppato in un garage e poi propagatosi ad un locale attiguo e all’abitazione sovrastante.

Bombola di gpl

Le fiamme che hanno avvolto la struttura sono state spente con non poca difficoltà, vista anche la presenza di una bombola di GPL all’interno del box, e si è reso necessario l’intervento di un’autobotte in supporto dal Comando di Salerno. Al momento dell’accaduto, all’interno dell’abitazione vi era un uomo di 47 anni, il quale ha fatto appena in tempo a mettersi in salvo. Visti i danni riportati, l’edificio è stato dichiarato inagibile.

8 cuccioli gettati nell’immondizia

Erano stati chiusi in un sacco nero e gettati a località Stercolilli di Mondragone.

Salvati da morte certa

A salvare otto cuccioli di cane da una morte certa sono stati gli agenti della Polizia locale di Mondragone guidati dal Comandante David Bonuglia . I vigili urbani sono intervenuti dopo aver sentito i guaiti delle povere bestioline e hanno deciso di entrare in azione.

Attualmente sono in corso le indagini da parte dei caschi bianchi per individuare i responsabili e procedere poi con le relative denunce.

Simone si uccide a 16anni buttandosi sotto il treno. Una tragedia che lascia senza parole: un ragazzino di 16 anni, Simone, studente dell’ITIS Nullo Baldini di Ravenna, si è tolto la vita, travolto da un treno.

I fatti sono avvenuti qualche giorno fa ed ora il dirigente scolastico Antonio Grimaldi ha voluto ricordare lo studente di seconda superiore anche per fare luce su un problema che riguarda sempre più giovani inviando una circolare a docenti, studenti e genitori degli stessi, ancora sotto choc per l’accaduto.

Simone, un nostro studente di seconda, ha scelto di non proseguire insieme a noi questo breve tratto di vita. Era quello che non doveva accadere. Scrivere un semplice comunicato di lutto, per quanto “grave “avrebbe potuto essere definito, sarebbe stato un atto dovuto, ma troppo ordinariamente formale.

Quello che è accaduto è purtroppo quello che non doveva assolutamente accadere, in nessun modo, a nessuna condizione” prosegue Grimaldi. “Si tratta di una lacerazione straziante, sicuramente per la famiglia e per le persone a lui più care;

ma lo è anche per tutta la nostra scuola, per tutti i compagni, della sua e di altre classi, per le famiglie, per i professori, anche di altre classi. Per tutto il personale, per quello che è in servizio ora, per quello che lo è stato, per quello che lo sarà. Per il Dirigente che c’è ora e per quelli che verranno”.

Una lacerazione profonda

Una lacerazione che non potrà mai essere veramente ricucita, anche se il tempo passerà e nuovi problemi o nuove distrazioni attraverseranno la nostra mente.

Secondo il dirigente scolastico “qualcosa è mancato, anche da parte nostra, in termini di comprensione delle parole, degli sguardi, dei segni. Certo non siamo superuomini o maghi che tutto sanno, tutto capiscono o in grado di prevedere anche quello che si nasconde dietro l’angolo.

Ma il gesto di questo ragazzo ci deve porre in maggiore allarme, ci deve spronare ad ancora maggiore cura dei nostri ragazzi, oltre che di tutti noi.

E deve anche spingere i ragazzi, i nostri studenti, a restare più uniti, a confidarsi con noi, a casa, fra di loro, per cercare di comprendersi, di sentirsi vicini, al di là delle immagini leggere che di loro stessi a volte vogliono dare.

Anche in questo caso è impensabile, impossibile capire o prevedere tutto, ma possiamo provare a migliorare ed essere insieme più forti e raccogliere – senza più dimenticare il nostro compagno – questo monito, da quello che non doveva accadere”.