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Airola.: analisi del voto, vincitori e vinti

Ultima puntata dell'analisi del professore Mario Tirino
sei in  valle caudina

2 settimane fa - 12 Ottobre 2021

Airola.: analisi del voto, vincitori e vinti. Terza ed ultima puntata dell’analisi del voto alle comunali di Airola del professore Mario Tirino. In questa ultima parte, Tirino si sofferma su coloro che hanno efferttivamente vinto la competizione, sugli sconfitti e sulle speranza delle nuovo gererazioni.

Vincitori e vinti

Come ogni campagna elettorale che si rispetti, anche quella appena conclusa lascia sul terreno vincitori e vinti. Se dei primi (Michele Napoletano in primis e molti candidati di “Per Airola 2026”) si è già detto e di alcuni dei secondi pure (in primis Biagio Supino), meritano altre riflessioni anche risultati forse meno eclatanti, ma altrettanto significativi.

Spiace constatare, nella compagine vittoriosa, l’esclusione dal Consiglio degli esponenti del Partito Democratico, il segretario di sezione Diego Ruggiero (seconda sonora sconfitta personale, dopo quella di cinque anni fa) e Immafederica Refuto.

Pd marginale

Il PD si conferma piuttosto marginale nella composizione del quadro politico cittadino, non solo per colpe intrinseche (che pure andrebbero analizzate), ma forse perché risucchiato dalle personalità imponenti presenti nella compagine in cui i suoi esponenti erano candidati.

Nel campo dell’opposizione, pur confortato dall’ottimo riscontro generale (824 voti, pari al 15,55 per cento dei votanti), il movimento “Dovere Civico” registra la mancata elezione di un secondo rappresentante in Consiglio per appena 13 voti.

L’esclusione di Laudano per 13 voti

L’elezione di un secondo consigliere – la carica sarebbe spettata al “pasionario”Bartolomeo Laudando – avrebbe sicuramente dato ancor maggior forza all’attività di opposizione, che cadrà invece tutta sulle (pur larghe) spalle di Pippo Maltese.

Airola.: analisi del voto, vincitori e vinti

L’esperienza politica di “Dovere Civico” mostra che persiste ad Airola uno spazio alternativo alle visioni politiche tradizionali, a un trentennale dominio che non sembra per il momento scalfito dalle numerose denunce e critiche degli oppositori.

Nello stesso tempo però si palesa la necessità di allargare e rinnovare la proposta sul territorio.Se si vorrà concretamente competere per giungere al governo cittadino, si dovrà innanzitutto necessariamente allargare la base elettorale, oggi troppo ristretta a un elettorato fidelizzato ma esiguo.

Questo si può fare  coinvolgendo attivamente e con ogni strumento di partecipazione democratica la folta schiera di giovani, professionisti, attivisti culturali, esponenti del terzo settore che oggi vivono ai margini della vita amministrativa cittadina.

Assenza di Maglione

A proposito di sconfitti, per di più in contumacia, pesa come un macigno l’assenza (o sarebbe meglio dire la fuga?) dallo scenario politico cittadino dell’onorevole pentastellatoPasquale Maglione.

Dopo aver avocato a sé il diritto-dovere di lavorare alla composizione di una lista con l’imprimatur ufficiale del Movimento Cinque Stelle. E aver miseramente fallito nel tentativo, peraltro dopo un numero considerevole di interlocuzioni con ogni soggetto in campo (compresi quanti venivano bollati, appena cinque anni fa, come il peggio della partitocrazia e del clientelismo…), Maglione ha pensato bene di salire su un fantomatico e personalissimo “Aventino”.

Ha scelto di non appoggiare “Dovere Civico”, nella cui lista pure sono stati candidati quattro militanti del Movimento, e addirittura di prenderne le distanze in un confuso comunicato stampa, invitando contestualmente i suoi “fedelissimi” a non sostenere in alcun modo la lista con Laudando.

Questo posizionamento è la plastica fotografia del fallimento della sua figura politica, oggi ridotta a mettere sullo stesso piano l’unica compagine di opposizione permeata dagli stessi valori da lui sbandierati nel pur recente passato con due liste, evidente espressione del blocco politico-culturale da lui avversato (almeno a parole) agli albori della nascita del Movimento ad Airola.

La  vicenda Fucci

Non si può annoverare tra gli sconfitti l’avvocatoVittorio Fucci, che, come tutti ricorderanno, è stato costretto ad abbandonare l’idea di una propria lista, a pochi giorni dalla chiusura delle candidature, a causa delle discutibili defezioni di alcuni candidati.

Resta l’amarezza delle contingenze che hanno condotto alla rinuncia il penalista. Al di là del consenso popolare, più o meno esteso, di cui gode Fucci, la sua lista sarebbe stata sicuramente un segnale positivo, poiché – allargando il piano della partecipazione alla democrazia attiva ad altre figure che oggi ne sono esclusi – avrebbe contribuito al rinnovamento dello stagnante scenario politico airolano, offrendo una visione alternativa di governo del paese.

Giovani e donne al centro

Tra le poche note positive della campagna elettorale c’è l’ottima impressione lasciata da candidate donne e da alcuni giovani (se non d’età, almeno politicamente) in tutte e tre le liste.

In “Per Airola 2026”, per esempio, si è distinta per l’argomentazione ricca delle idee e delle proposte, nonché per gli ancoraggi ideali alla sinistra socialdemocratica Immafederica Refuto. Mentre i ripetuti e circostanziati appelli alla tutela e valorizzazione del patrimonio artistico e architettonico cittadino, avanzati a più riprese dalla neoeletta Ornella De Sisto, lasciano ben sperare sul suo concreto impegno per i beni culturali di Airola.

Airola.: analisi del voto, vincitori e vinti

In “Airola Protagonista” si sono distinte positivamente, per il legame con il territorio e la conoscenza dei suoi problemi Maria Vittoria Falzarano e Maria Meccariello, mentre “Dovere Civico” ha dato spazio alla passione civile di Lily Bellome e Lina Palumbo, entrambe molto impegnate per la tutela degli spazi educativi e formativi pubblici.

Giovani ed esordienti

Tra i giovani e gli esordienti, idee molto chiare hanno mostrato il medico Eugenio Boccalone (specie sui servizi sanitari), l’architetto Paolo Riviezzo (distintosi per la competenza sui temi del green e della riqualificazione urbana), Domenico Forgione (di cui, pur nell’orgia di decibel, è stata apprezzata la genuina e appassionante oratoria) e Mario Messina (molto attento alle problematiche ambientali e all’educazione civica).

Speriamo che il patrimonio di valori, proposte e – perché no? – sogni e utopie di queste candidate e questi candidati – ma pure delle altre e degli altri qui non citati, come di molti giovani che non sono scesi in campo – non vengano lasciati ad ammuffire “nell’attesa del loro momento”.

Benzina per il rinnovamento

Siano, anzi, per i più adulti benzina continua con cui alimentare il costante e progressivo rinnovamento della scena politica, lasciando alle giovani generazioni l’opportunità di mettersi finalmente alla prova sul campo, non restando più in panchina a guardare.

Mario Tirino ( Fine )

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