Airola: lettera aperta sulla sicurezza stradale in vista dell’apertura del polo scolastico
Richieste che vanno prese con molta serietà
Airola: lettera aperta sulla sicurezza stradale in vista dell‘apertura del polo scolastico. Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Illustre Sindaco Vincenzo Falzarano, Gentili Consiglieri Comunali, in previsione dell’apertura del nuovo polo scolastico, ritengo doveroso richiamare l’attenzione di quanti hanno responsabilità in materia di sicurezza stradale.
Non possiamo immaginare che all’inaugurazione di una struttura così importante per la nostra comunità non corrisponda una pianificazione attenta e “chirurgica” di tutti gli interventi previsti dal Codice della Strada, indispensabili a garantire la sicurezza di studenti, famiglie e personale scolastico.
In particolare, si rende necessario predisporre:
-un’adeguata segnaletica orizzontale e verticale;
-attraversamenti pedonali ben visibili, eventualmente con colorazioni ad alta evidenza;
-impianti semaforici e dispositivi sonori per garantire l’accessibilità a tutti, comprese le persone con disabilità visive;
-l’istituzione di zone con limite di velocità a 30 km/h;
-percorsi pedonali protetti e dedicati agli studenti;
-sistemi di moderazione del traffico nelle strade circostanti.
La scuola non è soltanto un edificio destinato ad accogliere studenti e insegnanti. È un luogo di crescita, educazione e formazione pedagogica. Per questo motivo, anche il tragitto casa-scuola deve diventare parte integrante del progetto educativo, consentendo ai bambini e ai ragazzi di raggiungere l’istituto in condizioni di piena sicurezza e autonomia.
Garantire un accesso sicuro al nuovo polo scolastico significa investire concretamente nel benessere delle famiglie, nella tutela dei più giovani e nella qualità della vita dell’intera comunità.
Confidando nella sensibilità dell’Amministrazione comunale su un tema di così grande rilevanza, auspico che tali interventi vengano programmati e realizzati contestualmente all’apertura della nuova struttura scolastica.
Con osservanza,
Raimondo Borriello