Airola: Pro loco e cittadini trovano i fondi per il restauro della Pala della Vergine Addolorata
Il comune è rimasto a guardare
Airola: Pro loco e cittadini trovano i fondi per il restauro della Pala della Vergine Addolorata. Il presidente della Pro loco, Franco Napoletno in questa intervista a Il Caudino racconta come è stato raggiunto questo risultato
*Presidente, partiamo dall’inizio: com’è nata l’idea di restaurare la pala della Vergine Addolorata?*
Vediamo, era un’opera che stava “dormendo” nel Museo del Telefono da anni. La comunità la sentiva sua, ma vederla lì, lontana dal suo santuario, faceva male. Noi che cerchiamo di impegnarci sempre per favorire il recupero del patrimonio culturale locale, tra cui la parte caudina dell’Acquedotto Carolino e il Ponte Nuovo in collaborazione con la Reggia di Caserta, abbiamo pensato che questo restauro doveva essere in qualche modo realizzato.
*E i fondi? Chi ha sostenuto economicamente il restauro?*
E qui viene il bello… nessuno. O meglio: tutti, tranne chi avrebbe anzitutto dovuto trovare la possibilità di farlo. L’Amministrazione comunale non ha sostenuto il restauro, rinunciando così a un ruolo di prima importanza che le sarebbe spettato dal momento che l’opera è di proprietà comunale.
In ogni caso, abbiamo fatto tutto noi della ProLoco, con l’aiuto di cittadini generosi, alcune aziende del territorio e il Rotary Valle Caudina. Una vera raccolta “dal basso”. E ha funzionato.
*Parliamo di cifre: quanto è costato il restauro?*
Circa 9.600 euro. Non pochi, ma ogni centesimo è arrivato da chi ci crede davvero. E che crede, come noi, alla importanza di tutelare il nostro patrimonio culturale per quanto possibile coi nostri mezzi.
*Come avete organizzato la raccolta fondi?*
Semplice: durante e soprattutto dopo la festa dell’Addolorata del 2023, che noi come ProLoco abbiamo gestito con un buon avanzo di cassa, abbiamo lanciato l’appello. I cittadini hanno risposto generosamente con offerte, cene solidali, piccole donazioni. Niente grandi strategie, solo cuore e fiducia per il restauro di un’opera che malgrado qualcuno in passato l’abbia confusa con una di Andrea Solario, resta comunque parte dei nostri beni culturali.
*Il restauro è stato autorizzato dalla Soprintendenza. Com’è andata?*
Tutto secondo quanto stabilito dalla prassi, com’è giusto che sia. Abbiamo presentato il progetto della ditta Di Palma Restauri, la Soprintendenza ha verificato la competenza del restauratore e ad aprile 2024 è arrivata l’autorizzazione. Poi a giugno la tela è partita per il laboratorio.
*E oggi? Com’è l’emozione di rivedere l’opera nel suo santuario?*
Indescrivibile. Vedere i fedeli che entrano, specialmente nel mese in cui la chiesa è aperta e frequentata ogni giorno, alzano lo sguardo e dicono “è tornata”… vale più di mille discorsi. È la conferma di aver fatto la cosa giusta.
*Una domanda diretta: non vi pesa aver dovuto fare tutto da soli, senza il sostegno del Comune?*
Ovviamente pesare, pesa. Ma noi siamo ProLoco: il nostro ruolo è proprio questo, attivare la comunità quando le istituzioni per qualche ragione latitano, pur affiancandole comunque sia. Certo, sarebbe stato più semplice con un partner istituzionale, ma a volte la spinta dal basso è più forte e sincera.
*E ora? Cosa bolle in pentola?*
Non ci fermiamo! Abbiamo già lanciato la nuova sfida: il restauro della tela di Giacomo del Pò, nella chiesa dell’Annunziata. Un’importante opera barocca dal valore straordinario, che merita ancor più attenzione come ci ha fatto notare Giacomo Porrino già da qualche tempo. Chi vuole partecipare, sa dove trovarci. Questa operazione sarà molto più ambiziosa ed entusiasmante. Ci sarà veramente bisogno dell’impegno di tutti.
*Un ultimo messaggio ai cittadini di Airola?*
Solo questo: quando ci uniamo per un bene comune, rinunciando a quelle tentazioni facili di piccole invidie e rancori inutili, possiamo fare cose molto importanti. Tengo molto a ringraziare chi ha creduto in questo progetto. Il prossimo capolavoro aspetta solo noi, voi e tutti i cittadini caudini.