Avellino, una stagione difficile: manca la continuità di risultati

Redazione
Avellino, una stagione difficile: manca la continuità di risultati
Avellino si prepara al derby con la Juve Stabia

Non si può certo definire una stagione ricca di grandi soddisfazioni per l’Avellino, dal momento che il quattordicesimo posto in classifica non può far felici dei tifosi come quelli irpini che erano abituati a ben altri palcoscenici. Eppure, la graduatoria è ancora piuttosto compatta e c’è la possibilità, in effetti, di ricucire, ma solo a patto di raggiungere una buona continuità di risultati.

In fondo, però, la continuità di risultati non è un problema esclusivamente dell’Avellino, ma pure di tante altre squadre, anche al di fuori dei confini italiani. Basti pensare al West Ham, che si trova al 18esimo posto in classifica in Premier League e sta passando uno dei momenti più difficili nel corso delle ultime stagioni, visto che lo spettro retrocessione incombe. Eppure, il West Ham ha sempre fatto delle campagne acquisti di tutto rispetto, portando in Premier League grandi calciatori, come ad esempio Felipe Anderson, Angelo Ogbonna e Carlos Sanchez, che sono stati intervistati da L’insider e hanno parlato a lungo di quelle che sono le principali differenze riscontrate rispetto alla Serie A.

Ad esempio, Ogbonna ha parlato a lungo di quanto sia differente il modo di giocare e di organizzare la difesa tra Inghilterra e in Italia. Sebbene nel corso degli ultimi anni, la tattica si sia cominciata a diffondere sempre di più anche in Premier League, è chiaro come entro i confini italiani ce ne sia molta di più. In Premier, invece, si tende a marcare di più a uomo, lasciando che ci siano duelli contro il proprio diretto avversario per quasi tutti i 90’ della partita.

Anche Carlos Sanchez, ex centrocampista della Fiorentina, e Felipe Anderson, ex stella della Lazio, hanno sottolineato come l’intensità è sicuramente una caratteristica differente tra Serie A e Premier, visto che nel campionato di inglese i ritmi sono decisamente più alti e c’è tempo meno tempo per ragionare. In Italia, invece, c’è molto più equilibrio e tattica, ma c’è anche più tempo per capire e organizzare in fatto di posizione da occupare in campo. Un gioco particolarmente dispendioso, come ha messo in evidenza Felipe Anderson, che ci ha messo almeno una decina di partite ad abituarsi a questi ritmi.

Un’altra differenza molto interessante tra i due campionati è rappresentata dal modo di allenarsi. In Inghilterra, ad esempio, non esistono le doppie sedute, ma il modo di allenarsi è diventato simile, anche per il fatto che ci sono sempre più allenatori europei che sono sbarcati sulle panchine della Premier League.

A tutti e tre i giocatori, però, l’Italia manca molto e hanno parlato anche degli avversari più forti contro cui si sono scontrati. Per Carlos Sanchez è stato Neymar, il fenomeno brasiliano che ha incontrato più di una volta con la maglia della sua Nazionale, ovvero la Colombia. Per Felipe Anderson, il giocatore avversario più forte contro cui si è sfidato è Van Dijk del Liverpool, mentre per Ogbonna è stato indubbiamente Milito, un attaccante che non rimane mai fermo sul terreno di gioco, ma è in costante movimento e spazia per l’intera area offensiva.