Cervinara: “Fare il sindaco non è per tutti”, l’intervento di Paola Pallotta in consiglio comunale

Redazione
Cervinara: “Fare il sindaco non è per tutti”, l’intervento di Paola Pallotta in consiglio comunale
Cervinara: " Fare il sindaco non è per tutti ", l'intervento di Paola Pallotta in consiglio comunale

Cervinara: “Fare il sindaco non è per tutti”, l’intervento di Paola Pallotta in consiglio comunale. Questo è l’intervento che la consigliera comunale di Cervinara, la dottoressa Paola Pallotta ha reso oggi nel corso dell’assise  sulla mozione di sfiducia. “Grazie Presidente per avermi concesso la parola e so già che abuserò della sua pazienza e di quella dei consiglieri presenti, ma è giusto che ciò accada in questo momento della vita amministrativa di Cervinara, per consentire di chiarire posizioni politiche e personali.

Mi rivolgo innanzitutto a tutti i Consiglieri Comunali augurando un buon anno con l’auspicio di condividere con loro l’onere e l’onore della Amministrazione comunale di Cervinara, chiaramente nei rispettivi ruoli.

All’opposizione del sindaco

Ed è proprio da qui che voglio partire, chiarendo in maniera inequivocabile e definitiva che dopo lunghe riflessioni ho scelto, come è oramai ben noto a tutti, di essere opposizione di questo Sindaco, del quale non condivido la linea politica, programmatica e comportamentale.

Quest’aula consiliare è il luogo fisico che per eccellenza rappresenta tutta la nostra comunità, dove si esprimono e si confrontano le idee, i valori, i progetti, dove si sostanzia il senso civico dell’amministrare.

Il Consiglio Comunale è la sede democratica del confronto civile e di condivisione o meno di idee e di progetti nel suo ruolo di indirizzo e controllo e da oggi si aprirà una fase storica, nuova, in questo Comune, almeno per quel che mi riguarda, inizierà un controllo serrato dei documenti e degli atti che questa amministrazione propone, perché, come abbiamo visto nell’ultimo consiglio comunale, sono spesso macchiati da imperfezioni e non rispondenti molto né al nostro regolamento né alle norme correnti.

Ricordo solo a futura memoria, le delibere di variazioni di bilancio fatte scadere e portate in consiglio in grande ritardo, o le delibere sul riconoscimento dei debiti fuori bilancio addirittura approvate senza l’adeguata copertura economica e con parere del revisore palesemente errato.
Ma di questo si occuperanno i cosiddetti “controlli esterni”, non sempre la colpa è dei dipendenti o dei responsabili, spesso è proprio il contrario, la colpa è della politica.

Questa amministrazione, come tutti sanno, è nata nel 2020, sulla scorta e sul consenso forte della passata amministrazione comunale a guida Tangredi. Ognuno di noi ha sperato che si potesse fare di più e meglio, io personalmente ho creduto fermamente fosse possibile.

I problemi sono nati sin da subito, sia in Consiglio che in Giunta.

Il Sindaco Lengua ha preferito per molto tempo ignorare i nodi politici, presiedere addirittura giunte monche e, solo per una ingiustificata ipocrisia politica, continuare a non avere rapporti con assessori e Vice Sindaco, pur, tuttavia, conservandoli rigorosamente nella carica.

L’ immobilismo delle idee

Qual è stata l’utilità di tutto questo per Cervinara? Sicuramente un immobilismo amministrativo, sicuramente un immobilismo politico e sicuramente il deterioramento dei rapporti personali e cosa più grave un immobilismo delle idee.

Di tutto questo è sicuramente responsabile in maniera preponderante il Sindaco e, per quanto mi riguarda, anche politicamente dolosa, atteso il lasso di tempo già trascorso.

Spesso mi è stata addebitata l’assenza. Si è vero, ho fatto la scelta di assentarmi dai luoghi dove non si affrontano i problemi, dai luoghi dove non si affrontano i nodi politici, dai luoghi dove si cerca unicamente di mettere i colleghi consiglieri e gli assessori l’uno contro l’altro.

Da tempo immemore il Sindaco non ha convocato una riunione di maggioranza con tutti i promotori della vittoria elettorale del 2020, a partire dal Sindaco Filuccio Tangredi, che le ha consentito, assieme a tutti noi, di vincere le elezioni e di sedere oggi sullo scranno più alto del Comune.

Insomma il niente per anni, un silenzio assordante. Ma per il Sindaco Lengua l’assente sarei io!

Lo sfascio della lista e della maggioranza

L’assente e il non pervenuto è colui, o per meglio dire colei, che ha consentito lo sfascio di una lista e della maggioranza che ha vinto nel 2020.

Sindaco Lengua, si rende conto che lei oggi deve rispondere in questo consesso delle sue manchevolezze politiche, amministrative e di rapporti personali deteriorati e lo sta facendo solo grazie ad una mozione di sfiducia voluta da me e dagli altri firmatari?

A noi è toccato, con grande senso di responsabilità, portare avanti questo confronto, questo tentativo di cambiamento, dando forza al desiderio di tantissimi cittadini, ai quali non è stato mai data l’opportunità di capire cosa stesse accadendo.

La cronaca narra che lasciano la pseudo maggioranza ben 4 consiglieri eletti su 8 della lista vincente e per il Sindaco Lengua non esiste problema politico, non se ne parla, non ritiene utile affrontare la questione nel consesso civico per antonomasia, l’aula del consiglio comunale.

Sindaco, lei derubrica il tutto adducendo o mere motivazioni personali e addossando agli altri le sue responsabilità, oltre che illazioni.

No Sindaco, Cervinara ha bisogno di ritornare protagonista, i cittadini hanno bisogno di condividere le scelte, una azione amministrativa è efficace solo quando è condivisa e quando è percepita essere per tutti.

Abbiamo estremo bisogno di partecipazione, di sentire il polso della gente, di nuove idee e di persone che si impegnano a realizzarle. Sindaco, non può pensare di far passare per la nostra comunità solo elementi di divisione, minacce, maldicenze. Questa non è politica, o, perlomeno, non è la mia.

Tentativo di isolarmi

Sindaco, quando ho preso le distanze dalla sua azione politica e da lei, e forse solo lei se ne accorta di recente, è perché non condividevo e non condivido il suo modo di amministrare e di fare e lei per tutta risposta ha solo tentato di isolarmi e di accerchiarmi.

Ha solo messo in atto discorsi denigratori nei miei confronti, ha solo telefonato a miei parenti nel becero tentativo di mettermeli contro, così come ha tentato di fare con vecchie e nuove amicizie.

Sindaco, il suo comportamento è un disastro e non solo sul piano politico e amministrativo, ma soprattutto personale. Sindaco, per finalità proprie le persone non si utilizzano, non si scherniscono, non si parlano contro, non si mettono in un angolo, non si tenta di spezzare legami familiari o amicali. Tutto questo non appartiene né alla politica né al nobile e profondo senso civico dei cervinaresi.

Vi chiedo scusa per il tempo che vi sto sottraendo e anche per questa mia emozione malcelata con la quale mi sto rivolgendo a tutti voi, ma io sono pur sempre una giovane donna e mamma di questa comunità.

Voglio esprimere però un ringraziamento a tutti i dipendenti e funzionari del Comune, gli storici e le giovani leve, che dedicano energia e passione a servizio dei nostri cittadini, forse è solo grazie a loro che ancora si ha la percezione di una amministrazione.

Sindaco, i dipendenti vanno difesi, vanno ascoltati e vanno tutelati. Tutti i dipendenti!

Anche quelli della ex concessionaria dei tributi, quelli delle cooperative che lavorano per l’Ente e quelli che lavorano presso il Giudice di Pace. E’ umiliante sentir dire che cadendo l’amministrazione loro perderebbero il posto di lavoro.

Così come è umiliante raccontare falsità ai nuovi assunti, del tipo che se dovessero cadere il Sindaco e la sua maggioranza, non passerebbero più a 36 ore, o addirittura che la colpa del cambio orario dei dipendenti del Comune è unicamente della sottoscritta.

No Sindaco, così non va, si assuma la responsabilità delle sue scelte e non si nasconda sempre dietro gli altri. Questo suo modo di fare e di parlare suona solo come una becera minaccia e va nel solco di isolare le persone.

Mi auguro, Sindaco, che almeno su questo cambi.

L’obiettivo che mi pongo a questo punto è che questo mandato venga percepito dai cittadini per quello che realmente non è, non è il mandato dell’autorevolezza, non è il mandato del sapere o del fare.

E’ ahimè, invece, il mandato delle divisioni, dell’uno contro gli altri e dell’autoritarismo.

Con questo spirito auguro di cuore a tutti voi un buon lavoro da svolgere con passione, impegno ed entusiasmo, ricordando una frase di Lyndon B. Johnson, Presidente degli Stati Uniti, “Quando gli onori della presidenza sembrano insolitamente gravi, rammento sempre a me stesso che potrebbe essere peggio. Potrei essere Sindaco”. Fare il  Sindaco, non è per tutti “.