Cervinara, Il terremoto 34 anni fa

Redazione
Cervinara, Il terremoto 34 anni fa

Il 23 novembre 1980 era domenica, proprio come oggi. Una bella giornata di sole che metteva gioia nei cuori e che si concluse invece tragicamente, con un terremoto di rara potenza e con migliaia di vittime. Di quella tragedia oggi ricorre il 34°anniversario e il pensiero corre a quei giorni di lutto. La scossa che, si seppe poi, toccò il decimo grado della scala Mercalli, ci sorprese in casa a seguire, in compagnia di amici, la partita tra la Juventus e l’Inter della quale la televisione, molto parsimoniosa allora, trasmetteva un tempo in differita, quando un colpo sordo e cupo ci fece sobbalzare dalla sedia con il cuore in gola, mentre tinnivano i vetri della finestra e oscillava il lampadario al soffitto. Ci proiettammo fuori, finendo per essere inghiottiti da una fiumana di gente spiritata che correva all’impazzata verso piazza Elena, dove fu un inferno, con donne ed uomini a correre spiritati da un capo all’altro della piazza, tra gridi, pianti e preghiere, voci angosciate di genitori disperati in cerca dei figli, strilli di figli che cercavano genitori. Ci volle del tempo per riprendersi dallo choc della scossa e prepararsi a passare la notte all’aperto. Si cominciò a sistemare nelle auto parcheggiate in piazza anziani e bambini, protetti dal freddo con qualche coperta provvidenzialmente afferrata nella precipitosa fuga, mentre si andava accendendo un falò, attorno al quale si fece subito folla. Poi qualcuno, vincendo la paura, decise di rientrare per rendersi conto delle ferite della casa, riuscendone però risollevato dall’assenza di lesioni gravi che facessero temere crolli. Così lentamente cominciarono a riaprirsi usci di casa e nelle stanze al piano terra si allestirono improvvisati dormitori, con materassi frettolosamente prelevati dai letti al piano superiore. L’indomani, le prime frettolose verifiche dei tecnici cancellarono la gran paura del giorno precedente.

Alfredo Marro