Cervinara: l’arte di incollarsi alla ” cadrega “
Cervinara: l’arte di incollarsi alla ” cadrega “. Ah la cadrega, la cadrega sognata, guadagnata , scippata e, forse proprio per questo difesa allo stremo. La cadrega che produce anche effetti stranissimi. Quando ti siede una volta, non vuoi più scendere.
Anche se ricevi una sconfitta cocente, bruciante e annientante non recedi. Ti dici allo specchio” la cadrega è solo mia e non la mollo per niente al mondo. Allora decidi di fare come gli struzzi, infili la testa nella sabbia sperando che tutto svanisca prima o poi.
Ma non può svanire nulla perché sei stata tu a creare , o meglio, a distruggere tutto A distruggere soprattutto quello che di buono era stato fatto prima di te perché nulla di decente hai portato a termine tu.
Hai solo creato lacerazioni, dissidi, malumori, hai seminato zizzania. Hai anche immaginato che il tempo del potere potesse durare all’infinito, dimenticando che, prima o poi, in democrazia si torna a votare. E con un tratto di matita, quella cosa gigantesca che è la democrazia, ti consente di cancellare anche il periodo più buio.
Resta pure incollata sulla tua cadrega. Del resto nessuno, da te si attendeva il nobile gesto delle dimissioni per fare spazio a chi ha cercato, in tutti i modi, di rimediare ai danni che facevi. La cadrega, la poltrona è stato sempre il tuo unico scopo. Non hai mai pensato alla politica come servizio ma sempre come fine per te.
Resta pure incollata alla tua cadrega ma già sai che conterai come il due di bastone quando la briscola è a coppe. Certo potrai sempre sperare in qualche congiura dove poter infilare qualche tua trama ma, almeno per il momento, non c’è spazio per questo tipo di manovre.
Resta incollata alla cadrega perché nessuno si aspettava un gesto nobile. Poi, magari le persone che hanno fatto parte della tua squadra che ti hanno sostenuto contro tutto e tutti, nel vero senso della parola capiranno, finalmente, chi sei. Ma incollati alla cadrega e fai passare anche questo.
P.V.