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Cervinara: le processioni dell’Abbazia San Gennaro tra tradizione e servizio

Pubblicato il 8 Settembre 2019 - 15:42

Cervinara: le processioni dell’Abbazia San Gennaro tra tradizione e servizio

Cervinara. Le tradizioni hanno sempre qualcosa di speciale, ci riportano con la mente ad un momento stampato nella nostra memoria. In noi è ancora vivo il ricordo di quando, da bambine, portavamo l’archetto della processione ed ogni anno, all’esito della processione, con i piedi doloranti dicevamo che mai più avremmo partecipato, ma ogni anno ci contraddicevamo e vi partecipavamo nuovamente. Se soffrissimo di amnesie temporanee non ci è dato saperlo, ma sappiamo che nel periodo antecedente la processione il ricordo della lunga e faticosa camminata dell’anno precedente, lasciava spazio al desiderio, alla gioia, all’emozione di partecipare ad evento tanto sentito non solo nella nostra frazione, ma in Cervinara tutta.

Azione Cattolica parrocchiale

Negli ultimi anni noi tutti i ragazzi e non dell’Azione Cattolica parrocchiale, tra alti e bassi, abbiamo cercato di mantenere in vita questa antichissima tradizione. Invero, le persone più adulte ci hanno riferito che le prime processioni (sempre una in onore di San Rocco e una in onore di Maria Ss. Addolorata) si iniziarono a fare sin da dopo il secondo conflitto mondiale, negli anni ’50, quando la gente aveva sete di serenità e sapeva accontentarsi delle cose semplici, e forse erano più felici di oggi (ma questa è un’altra storia).

Le prime processioni

Le prime processioni erano sicuramente più scarne e meno ampollose, per lo più venivano portati in dono al Santo o alla Beata Vergine Maria i prodotti locali e di genere alimentare (es. pane, frutta e simili), c’erano poi i cosiddetti “gigli”, ossia rami o oggetti alti che venivano decorati e addobbati con fiori e nastri; poi, scene della vita del Santo e della Madonna. Gli abiti erano in parte abiti cuciti per l’occasione (minima parte), e per la maggior parte abiti donati, in specie gli abiti da sposa. Infatti, pare che vi fosse la tradizione (a mio avviso meravigliosa) che le spose locali annualmente donassero o prestassero i propri abiti nuziali alla parrocchia. Negli anni poi i rispettivi comitati festa si sono sempre più impegnanti, dando vita a dei veri e propri cortei storici che piano piano negli anni sono diventati sempre più belli e sontuosi. Le processioni erano lunghissimei, attraversavano quasi tutto il paese, anche le strade più periferiche e duravano anche circa 6/7 ore. Così fino agli anni 1999/2000 circa quando il nuovo parroco sciolse i comitati festa e venne stabilito che le sacre icone non potessero stare fuori dalla chiesa per più di tre/quattro ore, al fine di preservare e tutelare il valore storico artistico delle stesse. Le processioni vennero così adeguate e rivisitate, ma mantennero la loro caratteristica, ossia rievocare la vita di San Rocco e di Maria Ss. Addolorata, ma venne sensibilmente ridotto il percorso.

Catechesi itinerante

Quando nel 2004 divenne parroco Don Alfonso Lapati egli ha sempre caparbiamente cercato di mutare, la tradizionale sfilata in costumi d’epoca, in una vera e propria catechesi itinerante. Di anno in anno l’Azione Cattolica parrocchiale, insieme ad altri volontari -tutti permeati da autentico spirito di servizio-, di concerto con il parroco- approfondiscono un aspetto teologico pastorale, quest’anno la Parola. La processione del 2019 si prefigge lo scopo di approfondire l’importanza della Parola di Dio, mediante la figura emblematica di Maria. Maria donna della Parola, per la Parola, con la Parola. La Donna del sì senza riserve, la Donna dell’Amore senza riserve, la Donna della Maternità senza riserve. Ecco perchè è apparsa Ghiaie di Bonate per ricordare alla famiglia la sua altissima dignità, a Bra per difendere la vita nascente e la dignità della donna, a Cornito per essere conforto e speranza dei suoi figli chiamati “all’inutile strage della guerra”, così come vedremo nella processione di oggi. Buona catechesi itinerante!

Azione Cattolica San Gennaro V.M.

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