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Cervinara: l’omicidio Zeppetelli non fu un’esecuzione mafiosa

Pubblicato il 28 Dicembre 2022 - 9:32

Cervinara: l’omicidio Zeppetelli non fu un’esecuzione mafiosa

Cervinara: l’omicidio Zeppetelli non fu un’esecuzione mafiosa. Non fu un’esecuzione mafiosa. Il delitto che sconvolse Cervinara il 19 febbraio scorso non può essere ascritto ad una vicenda legata alla malavita organ izzata. Quel sabato pomeriggio Nicola Zeppetelli fu ucciso davanti al circolo che gestiva a Joffredo di Cervinaraa.

La chiusura delle indagini

Lo ha stabilito il pubblico ministero della direzione distrettuale  antimafia di Napoli Francesco Raffaele. La circostanza è emersa nell’atto che ha portato alla chiusura delle indagini. Questo vuol dire che l’accusa al procrsso sarà rappresentata dalla Procura della Repubblica di Avellino.

L’omicidio fu commesso da Alessio Maglione, difeso dall’avvocato Giulia Cavaiuolo. Il 30enne fu accompagnato sul luogo dell’omicidio da Giuseppe Moscatiello che ha dichiarato di non essere a conoscenza delle intenzioni di Maglione.

Lo stesso 30enne, nel corso dell’interrogatorio di garanzia aveva amesso di aver sparato conto Nicola Zeppetelli. Ma il suo intento non era quello di ucciderlo- Si era recato a Joffredo, davanti al circolo gestito da Nicola Zeppetelli per un chiarimento. Il chiarimento, sempre secondo la ricostruzione di Maglione, era sfociato in una lite e poi aveva fatto fuoco.

Maglione dal mese scorso, dopo nove mesi di carcere si trova agli arresri domiciliari. Le indagini, in un primo momento furono affidate dalla Dda di Napoli. Ora dalla stessa Dda arriva la decisione che deve procedere la Procura della Repubblica di Avellino.

La notizia rassicurante

La notizia rassicurante riguarda il fatto che l’omicidio non fu commesso nell’ambito di una vendetta tra clan cammoristici. Resta, però, l’efferratezza per un fatto di sangue avvenuto un sabato pomeriggio in una zona che su è sempre pensata serena e tranquilla.

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