Cervinara: Videosorveglianza tra acrobazie e no comment

Redazione
Cervinara: Videosorveglianza tra acrobazie e no comment

Lettera aperta al Sindaco di Cervinara

Ho appreso del contenuto dell’intervista rilasciata alla Web TV locale nel pomeriggio di martedì poco dopo l’incontro, nella sede comunale, con oggetto l’istituendo servizio di videosorveglianza sul territorio e sono rimasto molto sorpreso ma soprattutto molto deluso per l’immagine con la quale, con il suo determinante contributo, sono stato fatto apparire.
Alle domande/affermazioni (è venuta una sola persona, persone che fanno demagogia, persone che fanno solo chiacchiere e niente soldi) poste dall’intervistatore Lei ha frapposto un laconico “no comment”, un “non è detto, forse qualcosa faranno” non lesinando però negli “apprezzamenti” e nella magnificazione di quanto invece l’amministrazione sta realizzando in tema di videosorveglianza: evidentemente a Lei andava bene così, ma così non va bene.
Mi sono interessato di videosorveglianza sul territorio a margine del consiglio comunale straordinario allargato del 29.12.2015, convocato a seguito e per effetto del ripetersi in Paese di episodi delinquenziali.
Benché la convocazione fosse avvenuta su iniziativa dal Presidente del Consiglio Comunale la seduta fu boicottata proprio da componenti dell’amministrazione che la definirono “una buffonata”, ed “inutile” perché “la media dei fatti criminali accaduti in paese non giustificava tanto allarmismo”; l’unica cosa concreta che ne venne fuori fu l’offerta del Presidente del Consiglio Comunale il quale, con una “frecciatina” diretta proprio a qualcuno dell’amministrazione, dichiarò di voler devolvere la sua intera indennità di carica per il finanziamento dell’impianto di videosorveglianza, aggiungendo che con la rinunzia da parte degli amministratori a metà delle loro indennità di carica si sarebbe potuto finanziare l’intero progetto.
A questo punto ed a supporto di quella proposta il sottoscritto, con nome e cognome, si inserisce nella vicenda dichiarando, e non era tenuto a farlo, la propria disponibilità sia a contribuire personalmente sia a partecipare ad una cordata per la raccolta di fondi: questo oggi, maldestramente manipolato, si tenta, gratuitamente, di rivoltarmi contro.
Il 21 gennaio, è trascorso quasi un mese dal 29 dicembre, mi arriva una lettera di invito del Comune ad un incontro fissato al 26 successivo “per l’acquisto di telecamere”.
Puntualmente mi presento all’incontro accompagnato da Pasqualino Marro (quindi non ero solo) e, in quella sede, in due rappresentiamo agli amministratori, oltre alla disponibilità per un contributo personale, la proposta di costituire un comitato, in grado di sollecitare altri possibili contribuenti, presieduto dal sindaco, e con la partecipazione del Presidente del Consiglio, mia, di Pasqualino Marro e di quant’altri si ritenesse opportuna la presenza.
A questo punto gli amministratori, premessa la esclusiva competenza del Comune nella materia che si stava trattando, danno notizia dell’incarico conferito ad una ditta specializzata per il ripristino delle telecamere già esistenti su via Roma, piazza Municipio e frazione Ioffredo, e per la riparazione ed il ripristino del server giacente nei locali del Comune nonché della volontà di allargare e completare l’impianto di telecamere in fasi successive ed in relazione alla creazione delle disponibilità finanziarie; dichiarano di aver confidato nella possibilità di vederci all’appuntamento odierno con danaro da spendere già pronto, mentre devono invece prendere atto che il nostro progetto è ancora “in fieri”; respingono la proposta di costituzione di un Comitato misto in quanto essi amministratori “non intendono chiedere soldi ai cittadini”; ci invitano quindi a procedere indipendentemente nella costituzione del Comitato, e con un obiettivo di almeno € 15.000,00 quanto prima possibile.
Su queste posizioni ci siamo lasciati, io e Pasqualino Marro da un lato, gli amministratori dall’altro, e con l’intesa di rivederci non appena realizzate le adesioni per il costituendo comitato.
Su questa intesa, a distanza di pochi minuti, la mannaia dell’intervista alla Web TV, con la considerazione, nostra, che non si può collaborare con chi, gratuitamente, ti offende o ti fa offendere.
Grato comunque per l’attenzione e l’ospitalità.

Franco Cioffi