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Cronaca

Cocaina nell’auoricambi di Rotondi, liberi gli arrestati

di  Redazione  -  29 Maggio 2020

Cocaina nell’auoricambi di Rotondi, liberi gli arrestati.Il Giudice dell’Udienza Preliminare presso il Tribunale di Avellino, Dott. Spella, ha condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione Francesco Iannone, 49 anni, residente tra Capo di Conca e S. Felice a Cancello, ritenuto referente della vecchia guardia dei Sanfeliciani, e Veronica Morgillo, di 32 anni, detta “A’ ROSSA”, difesi dagli Avvocati Vittorio Fucci jr e Anna Corraro.

Il Pubblico Ministero, invece, aveva chiesto la condanna a 6 anni e 8 mesi di reclusione per lo Iannone e a 4 anni per la Morgillo per il reato di spaccio aggravato di cocaina.Lo Iannone e la Morgillo furono arrestati, in presunta flagranza di reato, il 29 agosto del 2019. A seguito della convalida, mentre per la Morgillo veniva revocata la custodia cautelare, allo Iannone veniva sostituita la custodia cautelare degli arresti domiciliari con l’obbligo di dimora e firma.

Gup

All’esito del processo, il GUP ha revocato allo Iannone la misura in atto rendendolo completamente libero.Come si ricorderà i due erano stati arrestati, dai Carabinieri del Nucleo Operativo di Caserta, a seguito di attività info investigativa, nella presunta flagranza dello spaccio di 6 gr. di cocaina, che stavano cedendo ad una persona in un negozio di autoricambi di Rotondi.

La presunta attività di spaccio dello Iannone e della Morgillo, per gli investigatori, rappresenta la prova della infiltrazione sempre più possente della malavita casertana nel Sannio, in Irpinia, ed In Valle CAudina successivamente allo  scompaginamento del presunto clan di S. Martino, falcidiato dai numerosi arresti dei suoi componenti.

Perquisizione

Allo Iannone e alla Morgillo, a seguito di perquisizione personale, veicolare e domiciliare, venivano rinvenuti anche somme in contanti, costituite da banconote di piccolo taglio, indicative di provento di spaccio, nonché del nastro isolante e un medicinale il cui principio attivo è noto per essere uno di quelli adatti  ad aumentare gli effetti stupefacenti della cocaina.

Inoltre i carabinieri, a seguito di perquisizione domiciliare presso l’abitazione dei due, rinvenivano un impianto di videosorveglianza, ritenuto utile dagli investigatori per avvedersi dell’arrivo dei carabinieri rispetto ad una presunta attività di spaccio.