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Da nove anni 5.500 euro al mese, arrestati gli aguzzini

1 mese fa
12 Agosto 2020
di redazione

Da nove anni 5.500 euro al mese, arrestati gli aguzzini. Dal 2011 pagava 5.500 euro al mese a causa di un prestito da 550mila euro ricevuto dal clan ma gli effetti della pandemia si stavano facendo sentire.

E, ormai incapace di sostenere la pressione, ha scelto di denunciare. Subiva pressioni, minacce e botte da nove anni l’imprenditore di Castellammare di Stabia che, alla fine, ha trovato il coraggio di rivolgersi alla Guardia di Finanza di Napoli.

I finanzieri hanno arrestato due dei tre aguzzini: Nicola Esposito, detto “o’ mostr”, recluso al 41 bis, reggente del clan Cesarano, già arrestato nel 2014, e sua moglie Annunziata Cafiero, anche lei finita in cella.

Ai due e a un loro familiare attualmente ricercato sono contestati i reati di usura, estorsione e lesioni personali aggravati dal metodo mafioso.

Per estinguere il prestito pretendevano i 550mila euro in un’unica soluzione: così il clan teneva sotto scacco l’imprenditore dal quale pretendevano la cessione della sua attività.

L’uomo era vittima di continue minacce e aggressioni, l’ultima a luglio, per mano della Cafiero.

Ucciso dopo lite per motivi di viabilità, preso responsabile

E’ stato bloccato dalla Polizia l’assassino, reo confesso, di Carmine Fammiano, 41 anni, trovato morto nella sua auto, a Giugliano in Campania (Napoli).

La Squadra Mobile di Napoli e gli agenti del commissariato di Giugliano in Campania l’hanno bloccato in un’area di servizio del Casertano sull’A1.

Dal giorno dell’omicidio l’uomo, un 36enne, già identificato dagli investigatori della Procura di Napoli Nord, aveva trovato rifugio a Roma.

Interrogato dai pm dopo essere sottoposto a fermo, l’uomo ha confessato di avere ucciso il 41enne per una banale lite per motivi di viabilità.

Il 36enne ha sparato tre colpi d’arma da fuoco contro le gambe di Fammiano provocandone la morte per dissanguamento. Importanti riscontri per delineare l’accaduto è giunto dall’analisi dei sistemi di videosorveglianza della zona dove è avvenuto l’omicidio.