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Donatella, suicida in carcere a 27 anni

Pubblicato il 11 Agosto 2022 - 9:12

Donatella, suicida in carcere a 27 anni

Donatella, suicida in carcere a 27 anni. La lettera del giudice. Si sono svolti a Castel d’Azzano i funerali di Donatella, la detenuta 27enne morta suicida nel carcere di Montorio.

Durante le esequie è stata letta una lettera inviata dal giudice di sorveglianza Vincenzo Semeraro, come riporta Fanpage.

“Tutto il sistema ha fallito”. “So che avrei potuto fare di più per lei, non so cosa, ma so che avrei potuto fare di più“.

È questo uno dei passaggi della lettera firmata dal giudice di Sorveglianza Vincenzo Semeraro del Tribunale di Verona e letta durante il funerale di Donatella, la detenuta 27enne nel carcere di Montorio che si è suicidata la scorsa settimana.

Durante le esequie, che si sono tenute nella Chiesa Parrocchiale di Castel d’Azzano, un’amica della giovane ha letto la missiva del magistrato, molto particolare rispetto alle lettere che vengono scritte in queste situazioni: “Se in carcere muore una ragazza di 27 anni così come è morta Donatella, significa che tutto il sistema ha fallito.

E io ho fallito, sicuramente”, è un altro passaggio del testo. “Inutile dire che la sensazione che provo è quella di sgomento e dolore. So che avrei potuto fare di più per lei”.

Presente al funerale di Donatella anche il fidanzato Leo, a cui aveva inviato una lettera di addio prima di compiere il drammatico gesto. “Leo amore mio, mi dispiace. Sei la cosa più bella che mi poteva accadere.

E per la prima volta in vita mia penso e so cosa vuol dire amare qualcuno ma ho paura di tutto, di perderti e non lo sopporterei. Perdonami amore mio, sii forte, ti amo e scusami“. aveva scritto la 27enne, che si trovava in carcere per una serie di furti.

Parlare di lei, al passato, mi riesce difficile – ha detto il ragazzo alla Gazzetta del Sud, incredulo – Al momento, posso dire poche cose, perché tanti sono i pensieri che affollano la mia mente. Io voglio che passi il messaggio giusto.

Dona era una ragazza solare e spensierata, che sognava di tornare a fare l’estetista. Ci conosciamo da quando eravamo ragazzini. E io avevo anche preso una casa per lei. Ma poi, negli ultimi 8 mesi, non so cosa sia successo“.

E poi ancora: “Era triste. Il suo sorriso è stato spento e oggi mi chiedo cosa sia successo in quei minuti. In cui, probabilmente, si poteva fare qualcosa.

Oggi mi faccio tante domande, ma spero che la sua morte lasci una traccia nella nostra società. E che non si dica che si è suicidata una drogata e non si discuta frettolosamente del suo passato. Spero davvero che nessuno si dimentichi di lei“.

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