Esposito, quando il romanzo diventa denuncia sociale

Esposito, quando il romanzo diventa denuncia sociale

12 Maggio 2014

di Il Caudino

Obiettivo del Caudino è diffondere, per quanto è possibile, la cultura viva della Valle. Ecco perché pubblichiamo le recensioni dei libri realizzati dai nostri cittadini. Cominciamo il libro di Domenico Esposito Mito: Sia fatta la mia volontà (qui nel mondo), edito da Tempesta Editore. 

Luglio 2001: nella caserma di Bolzaneto, Demetrio ha subito atroci torture ad opera della polizia, per aver partecipato alla manifestazione dei No-global contro il G8 a Genova. Non riesce più a dormire tranquillo, soffre di incubi e allucinazioni. Coperto di ferite materiali e morali, resterà traumatizzato per tutta la vita: come potrebbe dimenticare? Non è un romanzo d’evasione. E’ un ibrido tra romanzo e saggio politico-sociale, introspettivo e sociologico, arricchito da ampie riflessioni. E’ un contributo alla ricerca della verità sugli avvenimenti terribili di Genova 2001, su quei problemi che furono messi troppo presto a tacere. Contro la macchina TV-stampa, che produce la mistificazione del consenso, occorrono opere come questa, che apporta più utilità alla causa della verità che tanti discorsi politico-retorici: per questo, forse, non è piaciuto a qualcuno. Lo spaccato storico, è anche epico, attraverso le storie dei personaggi, per la pluralità delle voci, e lirico perché vi si legge lo sguardo emozionato dell’autore, che dà voce alla voce narrazione-denuncia. Un romanzo nato dalla tensione morale di una generazione, da utopie, lirismi, debolezze, sfruttando tutti i colori di una tavolozza storica che richiama i giovani del ’68, quando erano giovani i sessantenni di oggi. C’è perfetta continuità nelle idee e nelle lotte dei padri e dei figli, o anche dei nonni, che vissero l’esperienza partigiana. Stagioni letterarie e politiche l’una e le altre, piene di passioni e di significati. Ma non si conclude il libro con la riflessione amara sulle sconfitte. Ci fa pensare ai grandi maestri, Levi, Pavese, Calvino, rigorosi testimoni della loro epoca. Su quel filone s’inserisce questo lavoro di Domenico Esposito.

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