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Il cinema nell’era digitale: il caudino Tirino analizza la “Postspettorialità”

di il caudino
7 mesi fa
14 Giugno 2020

Il cinema nell’era digitale: il caudino Tirino analizza la “Postspettorialità”. Com’è cambiato il rapporto degli spettatori con le immagini cinematografiche nell’era digitale? E’ da questa domanda, assai complessa, che parte il lungo percorso di ricerca condensato dal ricercatore caudino Mario Tirino nel volume “Postspettatorialità.

L’esperienza del cinema nell’era digitale” (448 pagine, 25 euro), recentemente pubblicato dall’editore Meltemi nella prestigiosa collana “Motus”. La collanna è diretta dal professor Angelo Romeo e coordinata da un comitato scientifico internazionale.

Postspettorialità

Il volume parte dall’idea di mediashock, intesa come dimensione strutturale del cinema. Nell’analisi di Tirino il cinema è un medium che, sin dagli albori, è aperto alla trasformazione mediale, capace di adattarsi ai traumi tecnologici ( il sonoro, la televisione, l’home video) mutando la propria natura. Per questa capacità connaturata di evolvere, il cinema viene interpretato da Tirino alla luce del paradigma della “continuità nella rottura”, ovvero come medium in grado di conservare il suo ruolo socioculturale nel corso del tempo, reinventandosi continuamente. Il volume del sociologo è articolato in due sezioni.

Teorie sociologiche

Nella prima sono prese in esame numerose teorie sociologiche, mediologiche, fenomenologiche ed estetologiche sul tema della spettatorialità. Nella seconda sezione Tirino produce un’estesa analisi delle pratiche attraverso cui ci relazioniamo alle immagini in movimento nell’era digitale (con particolare attenzione a fenomeni come il 3D, la Realtà Virtuale, il DVD, la distribuzione informale, Netflix, le streaming wars, l’archiviazione delle collezioni personali, il ripensamento della sala cinematografica).

Framework

In conclusione, Tirino elabora un nuovo framework teorico, quello della spettatorialità, dimostrando come il concetto di “spettatore” sia ormai superato. Nell’attuale società digitale la relazione dell’utente mediale con le immagini in movimento si configura come “esperienza”. Per questo motivo tecnologie, industrie e media cooperano intensamente per un coinvolgimento dei pubblici sempre più profondo in tutti i processi cinematografici: dalla produzione, alla promozione, dalla distribuzione all’archiviazione, dalla critica al consumo multipiattaforma, per Tirino non siamo più semplici spettatori, ma autentici protagonisti dell’esperienza mediale.

Come sostiene Gino Frezza nella Prefazione del volume, si tratta di un contributo che segna un processo di svolta nello studio dei media digitali. Nei ringraziamenti della monografia, Tirino ricorda anche i docenti della formazione airolana: Mario Napolitano, Angelina Casadonte, Melina Moscato e Giuseppe Pedoto. “Postspettatorialità” avrà nel 2021 un seguito, dal titolo “Cinefilia. Sociologia di una passione”, dedicato alle forme dell’affezione per il cinema, mediata dagli ambienti e dai dispositivi digitali, e pensato come parte integrante di un unico percorso di ricerca. Qui altri articoli sull’autore.

Mario Tirino

Mario Tirino vive ad Airola e svolge attività di ricerca presso il Dipartimento di Studi Politici e Sociali e presso il Centro Studi “Media Culture Società” dell’Università di Salerno. Ha pubblicato oltre ottanta saggi scientifici raccolti in volume e pubblicati in riviste accademiche (tra cui “Comunicazioni Sociali”, “Italian Journal of Sociology of Education”, “Sociologia”, “Mediascapes Journal”, “H-Ermes”). Ha recentemente curato i volumi “Sport e scienze sociali” (2019, con Luca Bifulco), “Flash Gordon. L’avventurosa meraviglia” (2019) e “I riflessi di Black Mirror” (2018, con Antonio Tramontana). Dirige, con Gino Frezza e Lorenzo Di Paola, la collana di studi su fumetti e media “L’Eternauta”. E’ manager del progetto di ricerca internazionale Erasmus+ “Teseo – I fili d’Arianna nell’era digitale” (2019-2021), dedicato alla media literacy. Resta aggiornato: clicca “mi piace” sulla pagina Facebook del Caudino.
Il cinema nell’era digitale: il caudino Tirino analizza la “Postspettorialità”