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Il pasticcio di AstraZeneca e gli immunodeficienti

Il pasticcio di AstraZeneca e gli immunodeficienti. Io non credo nell’isteria dei governi e nemmeno dell’Aifa o dell’Ema. Provo a ragionare su quel che so e che è certo: sono morte in questi giorni, in concomitanza
di  Redazione
3 mesi fa - 16 Marzo 2021
Il pasticcio di AstraZeneca e gli immunodeficienti

Il pasticcio di AstraZeneca e gli immunodeficienti. Io non credo nell’isteria dei governi e nemmeno dell’Aifa o dell’Ema. Provo a ragionare su quel che so e che è certo: sono morte in questi giorni, in concomitanza con la campagna vaccinale e la somministrazione di AstraZeneca, alcune persone, tutte per eventi trombotici e tutte abbastanza giovani.

Familiari dei defunti

I familiari di queste persone sostengono che la morte sia stata provocata dal vaccino e hanno presentato un esposto alla magistratura. In Italia esiste l’obbligatorietà dell’azione penale.

Significa che se io presento una denuncia, perché ritengo che si sia commesso un reato, la magistratura ha il dovere di aprire un’indagine. Che può anche chiudere dopo alcune settimane chiedendo l’archiviazione, ma intanto deve mettere in moto una serie di atti dovuti.

Nel caso di un omicidio colposo (questo è il reato che si ipotizza nel nostro caso), gli atti dovuti consistono in una serie di accertamenti, alcuni dei quali irripetibili. Come l’autopsia o come analisi sui farmaci somministrati.

Lotti diversi dello stesso vaccino

Sappiamo che le morti che ci stanno agitando in questi giorni sono state messe in una qualche relazione con lotti diversi dello stesso vaccino.  Poi ci sarebbero casi simili a quelli italiani registrati in Germania. Forse con lotti AstraZeneca diversi.

Per il militare morto in Sicilia la magistratura ha disposto il sequestro del lotto di vaccino dal quale veniva la dose somministrata.

Ci sono altre segnalazioni di trombosi in zone diverse d’Italia (una in Piemonte, un’altra in Campania), più le segnalazioni dalla Germania. Viene facile pensare che, trattandosi di lotti diversi, forse procure diverse potessero propendere per il sequestro in blocco di tutte le dosi in pancia in Italia.

Un sequestro cautelativo, nel caso in cui a un magistrato fosse venuto in testa di ipotizzare un attentato alla salute pubblica. Sospendendo le vaccinazioni con AstraZeneca, viene meno un’esigenza cautelare e si evita dunque che milioni di dosi finiscano sigillate per chissà quanto tempo e, nelle more di analisi e indagini, conservate chissà come.

Francia e Germania

Un atteggiamento che potrebbe aver indotto la Francia (che non ha registrato nessun evento critico, o non lo ha segnalato) a sospendere per precauzione, così come la Germania. Perché uno stesso lotto può essere finito in Paesi diversi.

Questo spiegherebbe il perché di un comportamento “schizofrenico” di AIFA, che appena ieri sera aveva assicurato che le vaccinazioni con AstraZeneca  sarebbero proseguite: nelle ore successive ad AIFA hanno temuto (forse erano già pronti) provvedimenti della magistratura.

Gestire la comunicazione

Tutto questo non mi impressiona. Ma mi stupisco ancora di come a certi livelli non si sappia gestire la comunicazione in un momento critico. L’altra sera il generale Figliuolo da Fazio era a descrivere un piano come se non ci fosse nessun intoppo, proprio mentre un intoppo gigantesco stava maturando.

Sempre dalle autorità sanitarie e di governo si sente dire che è tutto a posto. Poche ore dopo dietrofront clamoroso e ancora a ripetere che è solo precauzione.

Ma secondo lor signori perché un comune cittadino, che il vaccino AZ l’ha fatto, non dovrebbe telefonare al medico di fiducia per chiedere se non sia il caso di convocare il notaio?

L’incontrollabile paura

La paura è un sentimento umano e incontrollabile. Di sicuro non gestibile da chi ha cambiato radicalmente posizione nel giro di poche ore.

A quanti sostengono, giustamente e scientificamente, che qualunque farmaco, qualunque pratica medica non è esente da rischi, dico sommessamente che non è facile, in una tale confusione di messaggi e comportamenti, accettare la quota di rischio senza sapere quante possibilità un soggetto abbia di non fare parte di quella quota.

E nemmeno proverei a farlo il ragionamento sulla quota di rischio da accettare in nome della salvezza, perché se viene chiesto di isolarsi, di non vivere, non lavorare… è per azzerare la quota di rischio covid per anziani e fragili, per non assaltare gli ospedali, perché “la vita e la salute del cittadino sono più importanti di tutto”.

Sempre a lor signori converrebbe scegliersi qualcuno che sappia scrivere discorsi, e soprattutto che sappia prevedere l’effetto che le parole hanno. Non immunizza, non cura, ma almeno non butta giù dal piedistallo.

Gabriella Bianchi

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