Il Sud è una polveriera e non ci sono risposte dal governo
La situazione diventa sempre più esplosiva
Il Sud è una polveriera e non ci sono risposte dal governo. ”La situazione economica e sociale nel Mezzogiorno è drammatica. Il Sud oggi è una polveriera, nell’immobilismo e nell’indifferenza di un governo che si conferma da anni nemico del Sud, oltre che dannoso per l’intero Paese.
Da mesi caro carburante, caro energia e caro bollette stanno mettendo in ginocchio intere filiere produttive e in queste ore tutto questo è esploso nella protesta pacifica di autotrasportatori e agricoltori.
Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: scaffali vuoti nei supermercati, distributori senza carburante, Comuni in difficoltà con la raccolta differenziata, a rischio perfino la tenuta igienico-sanitaria delle nostre comunità.
Sono categorie al collasso che andrebbero ascoltate e che invece vengono attaccate, schedate o criminalizzate”. Lo ha detto Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Politiche dell’Unione europea della Camera, a Coffee Break su La7.
“Trovo spregiudicata -ha continuato De Luca- la leggerezza con cui due ministri parlano di infiltrazioni. Se hanno elementi chiari, li denuncino e li perseguano: il ministero dell’Interno è un membro del governo. Altrimenti è solo un’operazione per delegittimare proteste pacifiche, gettare fango su chi non ce la fa più e scaricare le proprie responsabilità.
Non è colpa di autotrasportatori e agricoltori se non riescono più ad andare avanti: è colpa di un governo che finora non ha dato risposte. La presidente del Consiglio è scomparsa in queste settimane, è scappata, e solo oggi convoca un Consiglio dei ministri, evidentemente per mettere in campo le risorse che finora non ha messo.
Quelle ritrovate nelle ultime ore erano fondi bloccati da tempo, del tutto insufficienti di fronte a una protesta che sta assumendo proporzioni drammatiche. Servono misure che nell’emergenza diano una soluzione di medio periodo a categorie che da mesi non ce la fanno più”.
“Noi le proposte le abbiamo fatte -ha sottolineato ancora De Luca- come ha ricordato ieri in Aula la segretaria Elly Schlein. Primo: un tetto per legge al prezzo del carburante, per novanta giorni, verificato ogni quindici, da attivare al verificarsi di circostanze eccezionali.
Si può fare: lo hanno detto le stesse compagnie petrolifere, alcune delle quali lo hanno già applicato su base volontaria, lasciando però fuori proprio autotrasportatori e agricoltori.
Secondo: usare il meccanismo delle accise mobili per destinare una parte dell’extragettito Iva, che lo Stato incassa quando il carburante aumenta, al sostegno di famiglie e categorie in difficoltà. Terzo: tassare gli extraprofitti delle società energetiche, come anche l’Europa riconosce che gli Stati possono fare in autonomia. Il governo ci ascolti.
Nelle scorse settimane, invece, la priorità di questo esecutivo è stata approvare le intese sull’autonomia differenziata. È questa l’attenzione al Mezzogiorno di un governo che sta producendo danni drammatici al Sud e al Paese”, ha concluso.