Incidente: si schianta contro pullman, Sara muore a 28 anni

Redazione
Incidente: si schianta contro pullman, Sara muore a 28 anni
Incidente: si schianta contro pullman, Sara muore a 28 anni

Incidente: si schianta contro pullman, Sara muore a 28 anni. Una ragazza di 28 anni, Sara Cuomo, è morta in un incidente stradale questa mattina all’alba a Crevalcore, nel Bolognese, sulla statale che conduce a Sant’ Agata.

Secondo le ricostruzioni, la giovane, modenese, avrebbe perso il controllo della sua Kia Picanto, finendo per invadere la corsia opposta, dove in quel momento stava passando un pullman privato, fuori servizio, senza passeggeri a bordo.

Sul posto si sono prontamente portati carabinieri, vigili del fuoco e le squadre Anas per la gestione della viabilità e per ripristinare appena possibile la circolazione. Nell’urto dell’incidente l’utilitaria si è incastrata sotto il pullman.

La ragazza è stata estratta ancora viva dalla sua vettura dai vigili del fuoco. Nell’impatto ha riportato gravi lesioni. Inutile la corsa verso il pronto soccorso dell’Ospedale Maggiore di Bologna, dove è stata trasportata in codice 3 ovvero quello di massima gravità.

Si ipotizza un malore

Ancora non è chiaro cosa possa essere accaduto, si ipotizza anche un malore che ha portato la giovane a perdere il controllo della sua macchina. Illeso il conducente della corriera che fortunatamente non aveva nessuno a bordo in quel momento.

A seguito del sinistro la strada statale 568 ‘di Crevalcore’ è stata provvisoriamente chiusa all’altezza del tratto al km 22,185 a Crevalcore (provincia di Bologna). Per bloccare il traffico durante i soccorsi è stato utilizzato un bus Tper di linea 576 che era diretto a Bologna. I passeggeri si sono distribuiti sugli altri bus diretti a Bologna.

Uccisa a Faenza, la figlia parte civile contro il padre

La figlia di Ilenia Fabbri si è costituita parte civile contro entrambi gli imputati – dunque anche contro il padre – lamentando un danno da due milioni di euro e chiedendo di conseguenza un sequestro conservativo dei beni dei due.

La difesa dell’esecutore materiale reo confesso del delitto ha chiesto una perizia psichiatrica sul proprio assistito.Aueste le novità più rilevanti emerse dal processo partito ieri davanti alla Corte d’Assise di Ravenna per l’omicidio della 46enne massacrata a Faenza, nel Ravennate, il 6 febbraio, esattamente otto mesi fa.

Alla sbarra ci sono il meccanico faentino 54enne Claudio Nanni, inquadrato dalla Procura come mandante ed ex marito della vittima. E il 53enne Pierluigi Barbieri, alias lo Zingaro, di origine cervese ma domiciliato nel Reggiano.

I due, fatti entrare dalla polizia penitenziaria in momenti diversi, non si sono mai guardati. A cercare il contatto con gli occhi, prima con il padre e poi insistentemente con Barbieri, è stata la figlia della vittima, Arianna.

Oltre a lei, si sono costituiti parte civile il fidanzato della 46enne Stefano Tabanelli, il padre Luciano e una zia. E poi il Comune di Faenza e le associazioni a tutela delle donne Sos donna, Udi e Gens Nova.