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Ragazzina si suicida a 12 anni lanciandosi dalla finestra

Nelle chat del cellulare le ragioni del suicidio
sei in  Cronaca

2 mesi fa - 7 Ottobre 2021

Ragazzina si sucida a 12 anni lanciandosi dalla finestra. Ragazzina di 12 anni si toglie la vita, la verità nelle chat. Un vecchio cellulare, che lei non usava più. E quello nuovo, che le aveva comprato il papà pochi giorni fa. Ancora stretto tra le mani, distrutto nell’impatto con il cemento del cortile.

Nella memoria dei due telefoni, e in quella del pc della ragazzina, la polizia sta cercando la verità su una storia agghiacciante, analizzando i social che frequentava la 12enne, le sue chat. Tra queste, un gruppo Whatsapp, dove venivano condivisi, con la curiosità degli adolescenti, anche link per adulti.

Chat che potrebbero essere legate, oppure no, con la morte della ragazzina, poco più che una bambina. Un suicidio che ha straziato una famiglia e sconvolto una città, Bologna. Che si interroga, alla ricerca di un perché.

Ci sono due Procure della Repubblica a lavoro per dissipare i nodi del dolore, maturato in silenzio nell’anima di un’adolescente “normale, sorridente, affettuosa con la sorellina”, raccontano i vicini.

E per capire se sia stato un episodio specifico a far maturare nella mente della ragazzina dodicenne l’insano gesto o se il malessere sia montato, giorno per giorno, a causa di situazioni quotidiane che non riusciva ad affrontare.

Una famiglia normale

Quello che al momento è emerso, dalle dichiarazioni dei famigliari e dei vicini di casa rese alla polizia nell’immediatezza, è il contesto di una famiglia normale, compresi gli eventuali piccoli screzi tra genitori e figli.

Tra questi, un recente rimprovero, dovuto al fatto che sul cellulare in uso alla ragazzina, il padre aveva trovato la chat con i link spinti, per adulti. Adesso, l’attenzione degli inquirenti è concentrata su questi canali social, per capire se la ragazzina sia stata oggetto di molestie o insulti tra i frequentatori del gruppo.

E nelle chat su Whatsapp con amici e compagni di scuola e sui social che frequentava, per capire se qualcuno l’abbia tanto turbata da farle perdere la serenità, spingendola a buttarsi dalla finestra della sua cameretta, martedì pomeriggio, sotto gli occhi della madre, che era in casa con lei, e della sorella più piccola.

Tra le dita, l’inseparabile smartphone. E una lettera, di scuse, per la sua famiglia. Ora la Procura ordinaria – il pm è Elena Caruso – ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio. Si tratta di un fatto puramente tecnico, necessario per svolgere gli accertamenti su telefonini e pc.

Non sarà, però, effettuata l’autopsia, essendo chiare le cause della morte della dodicenne, ma soltanto una ricognizione cadaverica. Un’inchiesta parallela la sta portando avanti, contestualmente, la Procura dei minori.

Le testimonianze

L’attenzione degli investigatori è concentrata anche sulle testimonianze di amici e compagni di scuola della ragazzina, in queste ore ascoltati dalla Squadra mobile, subentrata alle Volanti nelle indagini. Testimonianze da cui è emerso anche come in passato la ragazzina sia stata presa di mira, quando ancora frequentava le elementari, da un bullo.

Intanto nella strada del quartiere San Donato i vicini di casa seguono attoniti gli sviluppi della vicenda. Incapaci di capire, di darsi una spiegazione. “La mamma è corsa nel nostro negozio sconvolta, gridava ‘Aiutatemi, mia figlia è caduta’”, racconta la titolare del salone di parrucchiera proprio di fianco al civico dove abitava la bambina.

“Pensavamo fosse caduta dalle scale… E invece mio marito, che è corso ad aiutarla, ha visto il corpo”. Il polso aveva ancora un flebile battito. Ma le ferite erano tremende e nel giro di pochi minuti il cuore della ragazzina si è fermato.

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