Le vere ragioni delle dimissioni del sindaco di Moiano

Redazione
Le vere ragioni delle dimissioni del sindaco di Moiano
Perchè il sindaco Buonanno si è dimesso? La nota di Moiano Libera

Le vere ragioni delle dimissioni del sindaco di Moiano. Sulle dimissioni del sindaco di Moiano, Giacomo Buonanno, interviene il gruppo politico Moiano Libera con un comunicato stampa.Innanzitutto, il gruppo si presenta. Si tratta di giovani professionisti moianesi senza padroni. Poi, entra nel merito della questione.

Le vere ragioni delle dimissioni

A seguito degli ultimi accadimenti politici, si legge nel comunicato stampa,  verificatosi nel nostro paese, culminati con le dimissioni del Sindaco , Avv. Giacomo Buonanno , esprimono dubbi di natura politica in quanto non si comprendono le vere cause che hanno portato a tale atto.

Per questa ragione invitano il sindaco e la giunta tutta a far chiarezza al più presto possibile, per il principio della trasparenza che da sempre vige in politica. Esortando altresì la silente e datata minoranza consiliare , nel rispetto del ruolo assegnatale dall’ultima tornata elettorale, a vigilare a finché le vere cause di questa crisi siano analizzate e rese pubbliche.

LA CITTADINANZA HA IL DIRITTO AD ESSERE INFORMATA!!!NON SI PUO’ APPRENDERE DA UN SEMPLICE MANIFESTO : NON E’ DEMOCRAZIA , MA UNA QUESTIONE DI ETICA E MORALE !!!

Ciampi e l’Asi di Avellino

Sono settimane che con articoli sui giornali, comunicati stampa, post su facebook, contatti con i sindaci interessati, da Melito a Grottaminarda, e iniziative nella commissione Aree interne e Attività produttive di cui faccio parte (nelle quali chiederò apposite audizioni), affronto la questione dell’Asi di Avellino. Lo dice Vincenzo Ciampi, consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle.

Vendita dell’eliporto

Prima la vicenda del bando per il direttore generale, poi la vendita dell’eliporto a Pianodardine, infine la questione del mancato accoglimento della domanda di Grottaminarda che a dicembre scorso aveva deliberato di entrare nel Consorzio.

Segnali censurabili per un ente di questa portata (tutte questioni meritevoli di interrogazioni alla Giunta). Mi fa piacere che qualcuno cominci a sostenere la mia tesi anche in consiglio regionale.I colleghi della maggioranza comincino a svegliarsi, prima che sia tardi. Ripropongo quello che ho scritto stamattina sul mio facebook.

Il consorzio #ASI inspiegabilmente rifiuta di consorziare #Grottaminarda, Comune cardine della #ValleUfita, quell’area dell’#Irpinia che punta al rilancio del sistema produttivo. Come dire: fuori dall’Asi #PoloLogistico e stazione #Hirpinia.

Rete virtuosa

Ci sono Flumeri Frigento e Ariano nel Consorzio, perché non creare una rete virtuosa? E’ un grave gap quello di avere un organismo di vertice dell’Asi che prova a rinviare la soluzione di problemi immediati.

Soprattutto quelli riguardanti la rappresentanza e le legittime attese del territorio. L’ Asi non si fa scrupolo a dire no ad un Sindaco, in questo caso quello di Grottaminarda, che chiede di entrare nel consorzio.

Grottaminarda è un’area destinata ad avere un essenziale e centrale ruolo nella riorganizzazione del sistema trasportistico regionale e provinciale con la realizzazione della stazione dell’Alta Capacità e infrastrutture ad essa collegate.

Allora perché il diniego? L’Asi deve confrontarsi con il territorio, non è un mondo a parte. Della vendita di un importante asset come l’eliporto (infrastruttura utile alla comunità destinandola al servizio dell’ospedale), non si parla.

La Valle Caudina incompiuta

Non si parla di progetti nelle mani del Consorzio come il collegamento stradale dalla Valle Caudina a Pianodardine che restano inspiegabilmente a metà. Per questo servono più sindaci possibile nel consiglio generale dell’Asi: servono voci libere, però.

Mi chiedo quanto ancora ci sia da attendere per comprendere che i ritardi di sviluppo vengono anche dagli atti di chi si sente “proprietario” della cosa pubblica, tarpando le ali al territorio e alle imprese. Porterò la questione all’attenzione della Commissione Attività produttive e della Commissione Aree interne. Ma al prossimo giro i sindaci facciano scelte sulla competenza e non sulla convenienza.