Valle Caudina: martedì sette luglio si gioca una partita decisiva per la nostra terra

Entra nel vivo la scommessa del masterplan

Redazione
Valle Caudina: martedì sette luglio si gioca una partita decisiva per la nostra terra

Valle Caudina: martedì sette luglio si gioca una partita decisiva per la nostra terra. L’importanza del masterplan della Valle Caudina non deve essere sottovalutato. Si tratta dell’unica,  vera e serie  azione di sviluppo che interessa la nostra terra.

Martedì sette luglio, alle ore 12,00, l’assessore regionale al governo del territorio e del patrimonio, Enzo Cuomo, ha convocato i 13 sindaci che hanno aderito all’Unione dei comuni Città Caudina dei Servizi.

I comuni coinvolti sono: Rotondi, Cervinara, San Martino Valle Caudina e Roccabascerana in provincia di Avellino,. Mentre Airola, Arpaia, Bonea, Bucciano, Forchia,Moiano,  Montesarchio, Paolisi e Pannarano sono in provincia di Benevento.

Per capire sino in fondo l’importanza di questa azione giova ricordare che in provincia di Avellino è stato dato  il via libera solo ad un altro masterplan mentre nel Sannio, quello caudino, è l’unico autorizzato.  

Quella di martedì, quindi, è una riunione operativa per iniziare a fare sul serio.  Il masterplan è un contenitore che deve essere riempito di contenuti. Attenzione perchè questa è la vera sfida ed il metro che misurerà la nostra classe dirigente locale. 

Sino a qui, i sindaci e gli amministratori dell’Unione dei comuni sono stati bravi per ottenere il via libera del masterplan. Vale la pena sottolineare il ruolo che ha avuto il primo cittadino di San Martino Valle Caudina, Pasquale Pisano. Un riconoscimento che non è piaggeria ma solo stabilire chi veramente ha creduto in questo strumento.

Da martedì, però, comincia un’altra partita. e si può dire che si gioca in serie A. Il masterplan è una mappa per tracciare il programma integrato di valorizzazione . La giunta regionale della Campania riconosce la strategicità della Valle Caudina, individuata come area target nell’ambito della programmazione territoriale regionale, e definisce le disposizioni attuative e gestionali dell’intervento.

Il programma rappresenta un nuovo strumento di governance territoriale finalizzato a promuovere uno sviluppo integrato, sostenibile e competitivo della Valle Caudina, attraverso la valorizzazione delle risorse ambientali, culturali, infrastrutturali ed economiche del territorio.

L’area individuata è quella dei 13 comuni, però,  viene prevista la possibilità di ampliare il perimetro territoriale attraverso una “area buffer” comprendente eventuali Comuni connessi dal punto di vista territoriale e funzionale.

Il Programma punta a costruire una strategia territoriale unitaria per il rilancio della Valle Caudina, fondata su alcuni obiettivi prioritari.

Si parte con il recupero e l’integrazione delle infrastrutture di trasporto su gomma e ferro per una mobilità sostenibile. Non deve sfuggire a nessuno che, da gennaio in poi, torna il collegamento ferroviario ed intorno ad esso si può realizzare un importante circuito locale.

Altro importanti capitoli riguarda  la rigenerazione ambientale e paesaggistica; la riqualificazione urbana e la valorizzazione del patrimonio storico, archeologico e culturale. Rigenerazione vuol dire stop alle nuove costruzione e cercare di far rivive i borghi.

In un contesto del genere si deve per forza puntare sul rafforzamento della filiera agricola e delle produzioni agroalimentari di eccellenza. Senza dimenticare la riconversione e innovazione del sistema produttivo e manifatturiero e  la riduzione del disagio socioeconomico con  il rafforzamento delle politiche per sicurezza e legalità.

Sono linee che tracciano una nuova linea di demarcazione. Non si può più pensare di fare da soli. E’ necessario presentare progetti unici che abbiano una ricaduta sull’intero territorio. Si può benissimo dire che è in ballo il futuro della nostra terra con un vero e proprio processo costituente.

E’ un passo decisivo per superare l’egoismo dei campani. E, non deve sfuggire che potrebbe rappresentare un formidabile strumento di innovazione.

Ad esempio, gli eventi climatici di questi giorni hanno, di nuovo messo a nudo, la fragilità dei territori e l’impotenza dei comuni a porvi rimedio. Abbiamo ancora negli occhi le immagini degli allagamenti di ieri, Bene, ed allora, grazie al masterplan si potrebbe immaginare e disegnare un’unica e solida condotta fognaria in grado di resistere a queste bombe di acqua.

Ecco perché con questo programma si misura il valore della nostra classe dirigente. E’ una chiamata senza appello, facciamoci trovare pronti.

Peppino Vaccariello