Cervinara: la sconfitta di Caterina Lengua e le dimissioni da consigliere comunale
L'editoriale del direttore Vaccariello sulla sonora sconfitta del sindaco uscente
Cervinara: la sconfitta di Caterina Lengua e le dimissioni da consigliere comunale. La politica ha le sue regole: quando un leader, o presunto tale, perde una tornata elettorale deve presentare le dimissioni. Una regola che vale per tutti. A maggior ragione vale per un sindaco uscente, ripetiamo uscente, che si piazza al quarto ed ultimo posto in una tornata elettorale che ha registrato quattro liste in campo.
E’ il caso di Caterina Lengua, sindaco di Cervinara dal 22 settembre del 2020 al 3 settembre del 2025 quando è stato sfiduciata dalle dimissioni di ben sette consiglieri, cinque dei quali della sua maggioranza.
E’ un concetto che ho sottolineato più volte ieri durante la diretta elettorale che abbiamo tenuto nella nostra redazione in piazza Trescine. E, come annunciato, lo voglio ribadire oggi per iscritto in questo articolo perché verba volant scripta manent.
Non intendo infierire su chi ha perso, in malissimo modo, un’elezione, non è affatto il mio intendimento. Intendo unicamente sottolineare che bisogna agire con coerenza. L’avvocato Lengua nei suoi roboanti discorsi tiene sempre a precisare che lei è donna delle istituzioni.
Poi, però, quando la donna delle istituzioni perde il consenso dei consiglieri della sua maggioranza non si dimette ma cerca e trova il consenso dei consiglieri dell’opposizione per restare sindaco.
E quante volte l’avete sentita auto elogiarsi affermando di aver svolto il ruolo di consigliere provinciale per ben quattro volte? Io tantissime, peccato, però, ometta che per essere eletta, la prima volta, lei che è stata segretario provinciale del Partito Democratico, chiese ed ottenne i voti dei consiglieri comunali del centro destra di Cervinara.
Ma torniamo alle elezioni del 24 e 25 maggio. Siamo in democrazia ed il popolo è sovrano. In questi due giorni si sono recatte alle urne 6. 327 persone su 9.456 elettori, ricordiamo che oltre 2000 sono gli elettori residenti all’estero.
Ebbene, la lista capeggiata dalla Lengua ha ottenuto 1.123 voti, ossia, il 19,01 per cento. Si tratta di una bocciatura senza appello del suo quinquennio da sindaco. Ora lei è l’unica della sua lista, come candidato a primo cittadini ad entrare in consiglio comunale.
Proprio perché ha subito una bocciatura così forte dagli elettori dovrebbe dimettersi e dare spazio a chi ha ottenuto più voti nella sua lista. Sarebbe un gesto nobile ma, probabilmente, proprio per questo non lo vedremo compiersi.
La bocciatura, però, resta ed è clamorosa. Caterina Lengua non gridi alla congiura perché la prima a congiurare contro di lei è proprio questo eterno atteggiamento da vittima. Ma, alla fine, i nodi vengono sempre al pettine e in una cabina elettorale, con un tratto di matita, la democrazia ti permette di cancellare anche il periodo più buio vissuto da una comunità.