Mondiali senza Italia: rabbia e delusione
Ancora una volta la nazionale non prenderà parte ai mondiali
Mondiali senza Italia: rabbia e delusione. Giovedì 11 Giugno inizieranno i mondiali in Usa, Messico e Canada. Torneo calcistico che prevede, per la prima volta, 48 nazionali partecipanti divise in 12 gironi, ma in questa kermesse manca qualcosa, manca una nazionale.
Per la terza edizione consecutiva,ossia, per un periodo lungo 12 anni, l’Italia non si è qualificata alla coppa del mondo Fifa 2026 e rappresenta una vera e propria “tragedia sportiva”.
Una cocente e scottante delusione soprattutto per gli adolescenti i quali a causa dell’età troppo ridotta non ricordano o addirittura non hanno mai visto un mondiale con l’Italia.
Per tutti italiani quando gioca la nazionale non è solo una partita, è un rito. Piazze con maxischermi, bar affollati, cene tinte di tricolore; tutti uniti a cantare in coro per una solo squadra, per una sola nazione.
Si è attaccati all’azzurro della maglia più che ai colori della squadra del cuore. E, proprio perchè esiste questo grandissimo amore, non poter tifare Italia nelle prossime settimane provoca rabbia e tristezza.
Senza contare che chi non ha mai visto l’Italia ai mondiali, come i giovani tifosi, in questi giorni, avranno un senso di vuoto, un senso di appartenenza smarrito. Oggi tutti gli italiani si troveranno a guardare queste partite come semplici spettatori e non come veri tifosi, senza una bandiera da sventolare.
C’è bisogno di una rivoluzione nel mondo della nazionale. Innanzitutto devono essere convocati quei calciatori che danno l’anima per la maglia e non i “mercenari”.
Giocatori che sognano questo momento fin da bambini, che sognano di far esultare tutta la nazione per un proprio goal, di andare a festeggiare per tutto il paese.
Questi giovani si trovano, invece che nelle cosiddette grandi squadre sopratutto sui campetti di periferia, dove giocano tra polvere e erba , in quelle piazze dove si dribbla anche per schivare le auto in sosta. Sono quelli i ragazzi che hanno la fame giusta per diventare i migliori del mondo.
L’Italia e i tifosi italiani lo meritano e da qui bisogna rinascere.