Valle Caudina: week end conclusivo per Liminaria MMXXVI – Hauntologica

L'offerta di questo fine settimana è molto variegata

Redazione
Valle Caudina: week end conclusivo per Liminaria MMXXVI – Hauntologica

Valle Caudina: week end conclusivo per Liminaria MMXXVI – Hauntologica. Entra nel vivo il weekend conclusivo di Liminaria MMXXVI – Hauntologica, il festival internazionale di arti, suono e culture rurali contemporanee ideato e curato da Leandro Pisano e prodotto dall’Associazione Culturale Interzona APS.

Dopo aver attraversato dal 21 luglio i territori di San Martino Valle Caudina, Cervinara, San Marco dei Cavoti e Cautano con un programma che intreccia arti contemporanee, ricerca, pratiche dell’ascolto, musica, cinema e riflessione critica, il festival concentra i suoi appuntamenti finali tra venerdì 24 e sabato 25 luglio negli spazi del Palazzo Ducale, del Centro Caudino del Contemporaneo e dell’Ex Sezione Sinistra Italiana di San Martino Valle Caudina, trasformando il borgo in un luogo di incontro tra artisti, ricercatori, curatori e istituzioni culturali provenienti da Italia, Giappone, Australia e Svezia.

Le due giornate conclusive restituiscono il senso complessivo di questa edizione, dedicata alle relazioni tra territori, memoria, ecologie e pratiche artistiche contemporanee. Venerdì 24 luglio il programma si apre con la fase finale del workshop internazionale Sound Steps / KIN – Tessiture sonore e con la possibilità di visitare l’installazione partecipata Cosa resta di chi non abbiamo mai incontrato? di Irene Macalli.

Nel pomeriggio, i Giardini del Palazzo Ducale ospitano Il rurale come posizione. Arte, istituzioni, territori, un confronto tra Francesca Amirante, Maria Giovanna Mancini, Yosaku Matsutani, Daniele Pittèri e Mario Tirino dedicato al ruolo dell’arte contemporanea e delle politiche culturali nelle aree interne.

A seguire, Immagini che ritornano. Pratiche artistiche e temporalità riunisce Angela Tecce, Eugenio Giliberti, Irene Macalli, Maria Giovanna Mancini e Giacomo Por in una riflessione sul rapporto tra archivio, memoria e immaginazione contemporanea, accompagnata dall’inaugurazione dell’installazione filmica Pompeii Sequence I di Giacomo Por, con una composizione sonora di Jacek Smolicki.

La serata prosegue con Geomorphologies, ascolto-performance di Philip Samartzis ed Emanuele Errante dedicata alle relazioni tra comunità e paesaggi vulcanici dei Campi Flegrei, prima dei live di Roberto Paci Dalò e Vittoria Assembri e del DJ set di Gamino, che chiudono una giornata nella quale ricerca artistica, sperimentazione sonora e riflessione sul paesaggio si intrecciano in un unico percorso.

Sabato 25 luglio il festival si conclude con la restituzione pubblica del lavoro sviluppato durante la settimana dalla Scuola Metarurale e dal workshop Sound Steps / KIN attraverso Radio Improvvisata (ma non troppo), una diretta realizzata insieme a Felice Cimatti e trasmessa da Usmaradio, occasione per condividere con il pubblico materiali, pratiche e riflessioni emerse durante il festival.

Nel corso dell’incontro sarà presentato anche IMPURE – Journal of Art and Anthropology. La chiusura è affidata a Mundania Caudina, nuova performance audiovisiva dell’artista e antropologo svedese Robert Willim, cui seguiranno i live di Nicola Di Croce e Sara Persico – quest’ultima con una performance nata dalla residenza artistica svolta in Valle Caudina – e il DJ set conclusivo di Elisa Batti.

Con questa edizione Liminaria conferma il proprio ruolo di piattaforma internazionale dedicata alla sperimentazione artistica e culturale nei territori rurali contemporanei, proponendo le aree interne non come margini da rappresentare ma come luoghi di produzione di conoscenza, ricerca e immaginazione, nei quali artisti, studiosi e comunità costruiscono nuove forme di relazione con il paesaggio e con le trasformazioni del presente.

«Liminaria continua a interrogare il ruolo che la cultura può assumere nei territori rurali contemporanei. Il programma conclusivo restituisce al pubblico una settimana di lavoro condiviso tra artisti, ricercatori e comunità, mostrando come le aree interne possano diventare luoghi di produzione culturale e di ricerca internazionale, non periferie da raccontare ma posizioni da cui guardare il presente.» Leandro Pisano Curatore di Liminaria MMXXVI.